Il Tirreno

Pontedera

Le rose dei compagni sul banco di Aurora

di Andreas Quirici
Le rose dei compagni sul banco di Aurora

Al “Pesenti” ieri i ragazzi hanno avuto colloqui con 3 psicologi, poi hanno provato a scrivere una canzone sul dramma

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CASCINA. La pioggia cade leggera sul piazzale dell’istituto Pesenti. Ma non serve a lavare via il dolore di un gruppetto di studenti seduto a terra a piangere per la morte di Aurora Cei, la quindicenne che l’altro giorno è stata travolta da un treno in corsa, mentre provava ad attraversare a piedi i binari vicino alla stazione.

I ragazzi sembrano non sentire le gocce che cadono sui loro visi. Piangono e si abbracciano, si guardano senza parlare confrontandosi con una settimana tragica. Prima la morte di Valeria Vanni, nel letto della sua casa di San Lorenzo a Pagnatico la settimana scorsa. Poi Aurora, per la cui scomparsa ieri tutta la scuola si è fermata per un minuto di silenzio alle 9,30. Alla prima era stato dedicato uno striscione con la scritta "Non muore mai chi vive nel cuore di chi resta". Ieri se n’è aggiunto uno per Aurora: "Sarai per sempre dentro di noi".

Una mattinata surreale quella vissuta dagli studenti, dai loro genitori, ma anche dai professori e dai collaboratori scolastici. I ragazzi hanno avuto colloqui con professionisti, per parlare del dolore. E si sono rinchiusi nella loro aula con l’intento di comporre una canzone da dedicare alla loro amica morta tragicamente.

Difficile, quasi impossibile dare una spiegazione a quanto accaduto. «Per questo abbiamo subito chiamato tre psicologi – racconta la preside, Ivana Savino – per provare a dare strumenti in modo da poter gestire un dolore così grande e profondo». Gli esperti hanno incontrato molti ragazzi. Le lezioni in classe, di fatto, sono state sospese per far posto allo sconforto di una tragedia che poteva toccare a chiunque. Molti piangono, in tanti si stringono e tutti restano in silenzio. Il suono della campanella per l’inizio della ricreazione non suscita in nessuno la voglia di sorridere per quei pochi minuti in cui si è liberi dagli impegni scolastici. Gli sguardi sono fissi sul pavimento, le teste ondeggiano come per negare una settimana da incubo. Il silenzio rotto da un brusio leggero domina nell’immenso spazio dell’ingresso nell’edificio. Gli psicologi rimarranno a disposizione della scuola anche per districare questa atmosfera che niente ha a che vedere con la gioia e la spensieratezza tipica degli adolescenti che diventano grandi. Faranno incontri nei prossimi giorni con gli studenti e i loro genitori, cercando di farli guardare avanti e provando a sopportare tutto questo. Sul banco della classe seconda L in cui si sedeva sempre Aurora, intanto, è stato sistemato un vaso con dentro tante rose chiare, portate dai suoi compagni che hanno passato la mattina immersi nel ricordo e nel trovare spiegazioni a quanto successo alla stazione il giorno prima. A piano terra, nell’area della portineria, dalla quale si accede all’ufficio di presidenza, c’è la fila da uno degli psicologi chiamati per gestire l’emergenza. Tra quelli che aspettano ci sono anche i genitori di un ragazzo che era insieme alla quindicenne al momento dell’incidente. Sembrano sopraffatti dalla paura e stanno immobili ad attendere il loro turno. Ma al tempo stesso appaiono smaniosi di trovare risposte e conforto, di confrontarsi con un esperto dal quale ricevere le parole giuste per non pensare al fatto che la sorte toccata ad Aurora poteva toccare al loro figlio.

«Il difficile adesso è riuscire a stare vicini a tutti – riprende la preside – ma il personale della nostra scuola, ma anche il provveditore agli studi, sta facendo un ottimo lavoro per quanto possibile. Non c’è un ragazzo che non sia stato toccato dalla morte di Aurora e Valeria. Per questo dobbiamo fare del nostro meglio e mettere in campo ogni strumento per superare una situazione di questo tipo».

Un modo per andare avanti sarà anche la raccolta di fondi da parte della scuola, iniziata in memoria di Valeria e che proseguirà anche per rendere omaggio ad Aurora.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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