Attenzione
«Disponibili a proclamare lutto cittadino»
Il Comune e la scuola si stringono attorno alla famiglia: era una bimba che doveva vivere
CASCINA. Un lutto cittadino. Due giovanissime vite strappate a un futuro tutto da sognare e costruire. Due compagne di scuola. Valeria Vanni pochi giorni fa morta nel sonno, Aurora Cei ieri. Di lei, la ferita più fresca che toglie il fiato, resta quel banco di seconda L. Vuoto. Ma pieno di ricordi che sanguinano nel cuore dell’istituto Pesenti dove la studentessa c’è e sorride, fino al giorno prima. Una perdita scioccante che brucia nel profondo tutta Cascina dove la 15enne travolta da un treno abita con la famiglia nella frazione di San Frediano a Settimo. «Il Comune è vicino col cuore alla famiglia e nel rispetto totale della volontà dei genitori e dei cari tutti, se lo vorranno siamo disponibili anche a proclamare lutto cittadino il giorno del funerale». È profondamente colpito il sindaco Alessio Antonelli. «Valeria una settimana fa, Aurora adesso: in due facevano trent’anni – occhi bassi, scuote la testa –. Non ci sono parole: due studentesse con la vita davanti, due futuri talenti, un patrimonio per tutti noi che si perde in questi modi inaccettabili», continua.
Il primo cittadino corre a scuola per incontrare la preside Ivana Savino: nel giro di una settimana l’addio di due delle sue studentesse. Un “per sempre” che gli adolescenti a quell’età usano per viversi i primi amori, le amicizie del cuore. Lo utilizzano, insomma, per sognare la vita. E invece questa volta è diverso. «Io sono a pezzi e così tutti i docenti e la scuola: un’altra tragedia di questa portata in così pochi giorni è uno shock», si lascia andare la dirigente scolastica in un fil di voce. I pensieri si accavallano, le parole sgomitano ma fanno fatica ad uscire. «Sono i miei bimbi e le mie bimbi e Aurora doveva vivere: sono vicina alla famiglia che presto andrò a trovare per portare personalmente la nostra vicinanza», aggiunge.
La realtà è cruda. Davanti agli occhi solo il freddo di una morte così brutale che ammutolisce. Ma i ricordi, quelli sì che avranno voce. A volte urleranno. Sicuramente resteranno nel cuore di tutte le compagne e i compagni di Aurora. Amici di scuola e di vita. Alleati e complici per superare compiti e interrogazioni. Pronti a coprire marachelle e forche a scuola. Magari a condividerle. «Era una ragazza piena di vita, tanti i ricordi ma adesso non ce la faccio a parlare», chiude la preside Savino.
Francesca Suggi
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