Il Tirreno

Pontedera

ragazza ferita in val di luce

«Ci sono precise responsabilità dei gestori delle piste»

«Ci sono precise responsabilità dei gestori delle piste»

PONTEDERA. «Quando succedono questi incidenti, ed ultimamente ne sono successi spesso, non possiamo dire che è stata solo fatalità o sfortuna, ma ci sono precise responsabilità dei gestori delle...

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PONTEDERA. «Quando succedono questi incidenti, ed ultimamente ne sono successi spesso, non possiamo dire che è stata solo fatalità o sfortuna, ma ci sono precise responsabilità dei gestori delle piste». Non ha dubbi Stefano Balducci, padre della snowbordista pontederese Martina che lo scorso 29 dicembre ha avuto un brutto incidente sulle pista delle Tre Potenze in Val di Luce.

«Le condizioni di mia figlia sono stabili – dice Balducci –. Ha subito diversi traumi che la terranno ancora a lungo a riposo, ma possiamo dire che nonostante tutto è andata bene». Erano circa le 15.45. La ragazza scendeva con gli amici la pista delle Tre Potenze. Giunta in prossimità dell’incrocio a metà tracciato, la sciatrice ha tentato di svoltare a destra per imboccare il tratto stretto e ripido che immette nel cosiddetto “canyon”. Ma qualcosa non è andato liscio. A causa dei dossi generati sulla neve dal passaggio degli sciatori o forse per un tratto ghiacciato, la ragazza ha perso il controllo della tavola finendo nella scarpata adiacente alla pista. La caduta, uno scivolamento di 20 metri, si è arrestata soltanto sul letto del piccolo torrente che corre sul fondo della gola, profonda una decina di metri.

Per il padre di Martina no ci sono dubbi. «Bastava una rete di protezione o più semplicemente un bordo di neve rialzato lungo pista per evitare la caduta nel dirupo. Come sanno bene gli appassionati che frequentano le stazioni sciistiche del Pistoiese, le condizioni particolari delle neve in queste località sono spesso difficili a causa del ghiaccio o delle neve sfatta, che possono facilmente causare cadute o scivolamenti. Ma da una semplice caduta sulla pista non si può finire in un dirupo di venti metri e dentro un torrente perché non ci sono protezioni, questo non è ammissibile».

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