Finanza
La rabbia e le proteste sono tutte neroverdi
«Mosse vietate dal regolamento». E il capocontrada Serafini esulta per il bis dopo il successo del 2012
BUTI. I contradaioli di Pievania hanno dovuto aspettare solo un anno per riportare a casa il cencio. L’attesa più lunga e snervante invece è arrivata subito dopo la finale. Quando il fantino Silvano Mulas ha alzato il frustino al cielo e fatto esplodere di gioia il popolo biancoceleste. Il verdetto è rimasto in sospeso per più di un’ora a causa del reclamo presentato dalla contrada Ascensione, che contestava una chiusura di Mulas ai danni del proprio fantino Gavino Sanna. I cinque giudici di gara e di percorso hanno visionato a lungo i filmati insieme ai fantini e ai capocontrada interessati. Solo dopo 80’ è arrivata la comunicazione ufficiale da parte dello speaker Andrea Zanoboni. «Dopo aver visionato il video i giudici hanno rilevato che la chiusura di Pievania è avvenuta oltre la linea di arrivo». E il boato dei contradaioli sovrasta le parole e spezza l’attesa infinita. Il Palio 2014 è biancoceleste.
Con la cavalcata di Silvano Mulas in sella a Libreville Pievania conquista la settima stella, eguagliando San Nicolao per numero di vittorie. Il fantino 29enne di Dorgali è soprannominato “Voglia”, nome di battaglia coniato dalla contrada dell’Onda per il suo esordio al Palio di Siena del luglio 2009. Guarda caso proprio quella con i colori biancocelesti. Gli stessi di Pievania. Un accostamento cromatico nel suo destino. Dopo tre esperienza poco fortunate a Buti con La Croce e San Rocco nei palii 2009, 2010 e 2011, al quarto tentativo Mulas ha fatto centro. Per la gioia del capocontrada Riccardo Serafini, che fa il bis dopo il Palio vinto nel 2012, e di tutto il popolo della Pieve. Che aspetta con ansia la decisione dei giudici e si scatena dopo l’annuncio e il discorso del suo capitano. Con una dedica speciale al cognato Riccardo La Placa, scomparso lo scorsa settimana, e al nipote Matteo.
«Siete stati grandi e vi ringrazio tutti per la pazienza – dice Serafini con la voce rotta dal pianto – ma non dico le solite parole di rito. Voglio solo mantenere una promessa che ho fatto a Matteo: vieni e portagli il Cencio».
E dalle sue mani i contradaioli ricevono l’opera dipinta dall’artista senese Claudia Nerozzi. A ruota arrivano i complimenti del sindaco Alessio Lari. «Con me come sindaco Riccardo ha vinto due palii su tre – scherza – posso dire di avergli portato un po’ fortuna».
La festa continua nella Pieve di San Giovanni Battista e con il giro di “ralle” nelle sedi delle 6 contrade sconfitte. Un Palio combattuto e incerto fino all’ultimo metro. Proprio come le condizioni meteo. La pioggia ha risparmiato Buti nel giorno della corsa, ma le nuvole minacciose sul Monte Serra hanno tenuto tutto il paese col fiato sospeso. Alla fine solo poche gocce a ridosso della seconda batteria. Poi tutto è filato liscio, anche per la sfilata della mattina e la benedizione dei cavalli.
È ancora fresca la delusione delle contrade sconfitte, soprattutto per Ascensione e San Rocco battute in finale. I contradaioli neroverdi sono furibondi con i giudici di percorso. «La chiusura di Pievania è iniziata 50 metri prima del traguardo – protestano – ed è finita dopo l’arrivo, è una mossa vietata dal regolamento».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
