La manifestazione
L’esperienza di Mulas solca la differenza
Pievania in trionfo, dopo il ricorso respinto dell’Ascensione
BUTI. Il Palio di Sant’Antonio 2014 è di Pievania e di uno strepitoso Silvano Mulas.
Il blasonato fantino, alla quarta partecipazione alla corsa butese, ha cancellato le brutte prove viste in passato conducendo due gare magistrali: in batteria ha regolato le accoppiate di San Michele e La Croce, in finale quelle di Ascensione e San Rocco. Per una presunta “parata” di Mulas su Gavino Sanna in dirittura di arrivo i neroverdi di Ascensione hanno fatto ricorso, ma è stato respinto.
Dopo un’ora dall’arrivo della finale l’ufficialità della preziosissima settima stella per i biancocelesti di Pievania, stella che fa coppia con il Palio vinto nel 2012 con già Riccardo Serafini in qualità di capocontrada.
In una domenica flagellata dal maltempo un po’ ovunque in Toscana, a proteggere Buti e il suo Palio ci hanno pensato il Monte Serra e Sant’Antonio. Timide gocce di pioggia sono cadute soltanto tra la prima e la seconda batteria, cosicché il popolo butese ha potuto celebrare la sua festa più amata nel migliore dei modi.
Unica nota negativa l’affluenza di pubblico, in calo rispetto alle passate edizioni, ma il Seggio e i contradaioli non potevano certo lamentarsi.
Puntuale come da programma, alle 14,30 il mossiere Giancarlo Matteucci è salito sul trespolo e ha chiamato al tondino le accoppiate della prima batteria: Andrea Chessa, in sella per i gialloneri di San Francesco, Giancluca Fais, chiamato a difendere i colori bianconeri di San Nicolao, e Gavino Sanna, al debutto a Buti per Ascensione. Con il Fais costretto a correre con il cavallo di riserva, a causa dell’infortunio occorso al cavallo inizialmente scelto dalla contrada, già prima della partenza la prima gara era una sfida tra Sanna e Chessa.
Bruciante lo scatto del fantino esordiente di Ascensione che ha subito preso il comando, mentre tutti i tentativi di rimonta dell’esperto Chessa andavano vani. All’Ascensione l’accesso diretto alla finale, a San Francesco la possibilità di rifarsi nella batteria di recupero, mente al fantino e ai contradaioli di San Nicolao va il plauso, viste le difficoltà, di non aver innescato sterili polemiche e di aver onorato al meglio il Palio.
Ben più emozionante è stata la seconda batteria, che ha preso il via dopo due false partenze.
All’abbassamento decisivo del canapo Matteucci ha avuto un attimo di indecisione ma poi ha dato mossa valida, e i primi cinquanta metri hanno regalato al pubblico attimi davvero avvincenti. Mulas, sebbene uscito terzo dal canapo, ha rapidamente preso il comando ed è andato a vincere in pieno controllo, dimostrando tutta la sua voglia di riscatto e facendo emergere appieno le doti del cavallo di Pievania.
Dietro la corsa a due per accedere alla batteria di recupero tra Andrea Cucinella per San Michele e Ireneo Cabiddu per La Croce, con il primo che ha avuto la meglio sul secondo soltanto in dirittura d’arrivo.
Arrivata la volta della batteria di recupero, con Roberto Filippini per San Rocco a giocarsi il tutto per tutto nel ruolo di “Signore”, è stato lo speaker Andrea Zanoboni a dare la notizia al pubblico del ritiro del cavallo di San Francesco.
«Il cavallo ha riportato una lieve ferita nel corso della prima gara – ha spiegato successivamente il capocontrada giallonero Mauro Pratali – e responsabilmente abbiamo deciso di ritirarlo, per non correre rischi inutili».
Quindi si è assistito a una batteria a due, tra San Rocco e San Michele, e com’era prevedibile il “Signore” l’ha spuntata sul già provato cavallo dei rossoverdi. I quali hanno anche presentato ricorso, per una presunta scorrettezza del Filippini, ma il ricorso è stato presto respinto.
La finale è stata quindi disputata dalle contrade di Ascensione, Pievania e San Rocco. Qui Mulas ha avuto più difficoltà a imporsi, soprattutto per contenere la rimonta nel finale di Gavino Sanna per Ascensione, mentre terzo e distaccato è arrivato il cavallo di San Rocco, causa anche le fatiche non ancora smaltite della batteria di recupero.
Appena tagliato il traguardo Mulas è stato circondato dalla festa dei contradaioli biancocelesti, che poi l’hanno portato in trionfo per tutto il percorso fino alla zona della partenza per la premiazione, dove invece del palio hanno ricevuto la notizia del ricorso presentato da Ascensione.
La decisione dei giudici di gara, chiamati a vedere e rivedere i filmati, si è fatta attendere, ma alla fine Pievania ha potuto far festa.
In contrada biancoceleste va il bel cencio dipinto quest’anno dalla senese Claudia Nerozzi, cencio che recita “Erano cavalli, uomini e colori, sulla strada la terra pareva arrendersi alla loro forza, il cielo guardava ad occhi aperti il popolo in festa”.
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DEL PALIO DI BUTI
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