Il Tirreno

Pontedera

Sempre di più i pirati del guard-rail

Negli ultimi cinque anni oltre cinquantamila euro di danni a spese della collettività

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VOLTERRA. Ammaccature, torsioni del metallo, reti arancioni di segnalazione.

Sulle strade della Valdicecina le barriere danneggiate, colpite, deformate sono un concreto emblema, spesso di inciviltà automobilistica diffusa. Non fanno eccezione le strade di Pomarance, Volterra, Montecatini e Castelnuovo.

La dinamica è quasi sempre la stessa. Si sbanda, magari nei pressi di una curva, a causa del fondo scivoloso, per distrazione, o ancor peggio per imprudenza, con più frequenza in inverno, e si va a sbattere contro un guard-rail. A quel punto, qualora il conducente si accorga che è tutto intero e non c’è bisogno di chiamare carabinieri, vigili del fuoco o 118, si dilegua. Con il proprio mezzo quasi certamente ammaccato, oppure facendosi recuperare da un carro attrezzi. Ma rigorosamente senza curarsi dei danni arrecati alle barriere stradali.

Occhio non vede guard-rail distrutto, portafogli di privato non duole. Ad ogni “botta” che un guard-rail subisce, consegue una spesa pubblica che varia dai 1.500 ai 4.000 euro circa.

Dal servizio Viabilità della Provincia di Pisa, per la zona dell’Alta Valdicecina, per danneggiamenti anonimi si calcola un danno in denaro di almeno 15mila euro all’anno. Spese che poi vanno sovente ad accumularsi. Una stima empirica sugli ultimi cinque anni di danni alle barriere stradali parla di oltre 50mila euro.

Denaro di tutti, che potrebbe servire per coprire buche, mettere segnali ed eseguire altre operazioni di manutenzione ordinaria. Sulle barriere nuove vengono fatti appositi crash-test e per l’installazione devono intervenire necessariamente aziende specializzate. Ogni barriera contro cui un mezzo va a sbattere deve essere riprodotta, per ovvie ragioni di sicurezza, esattamente com’era prima che fosse danneggiata.

Il servizio Viabilità della Provincia tenta per quello che può di avviare una sorta di vera e propria indagine per riuscire a rintracciare chi di volta in volta omette di segnalare danneggiamenti al patrimonio pubblico dopo aver sbandato contro una barriera. Spesso le auto lasciano tracce, pezzi di carrozzeria, di paraurti, vernice, plastiche. Ma raggiungere i proprietari per presentare loro il conto dei danni è ad ogni modo difficile se sul posto non erano presenti pubblici ufficiali. Se ne rintraccia uno su dieci, faticosamente. Così la Provincia, la collettività, ripara di tasca propria quelle barriere che sono poste in luoghi particolarmente pericolosi e sulle arterie regionali.

Gianni Bianchi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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