Sicurezza
In dieci anni nella Valdera gli stranieri sono triplicati
Pontedera ha la percentuale più alta di presenze rispetto agli abitanti Gli studenti a confronto con i docenti universitari sul tema dell’immigrazione
PONTEDERA. Si sono improvvisati reporter per comprendere le complessità del fenomeno immigrazione: un tesserino appuntato sul petto, un taccuino - o cellulare - per leggere, e tre professori universitari pronti a dirimere i loro dubbi. I ragazzi - provenienti dagli istituti Montale, Fermi e Pacinotti di Pontedera - si sono riuniti ieri mattina al ridotto del Teatro Era, nell'ambito della kermesse organizzata dalla Tavola della pace e dal Comune di Pontedera, per spaziare dalle problematiche locali ai complessi meccanismi della legislazione europea.
Titolo dell’incontro: «Quando l’immigrato è il compagno di banco».
Dietro la cattedra, i professori Laura Zanfrini, docente all’Università Cattolica di Milano, Enrico di Pasquale, dell'Università di Padova, e Monica Meini, dal Molise, che si è occupata di illustrare i dati relativi a uno studio condotto sul nostro territorio.
Da esso è emerso che in dieci anni il numero di immigrati è triplicato. Al 31 dicembre 2012 in Valdera risiedevano 10.090 stranieri.
Di essi, 3773 a Pontedera: questa - seconda solo a Monteverdi Marittimo - risulta essere il Comune avente la più alta percentuale di stranieri rispetto al numero di residenti (13,4%).
Tra i giovani residenti della Valdera, sempre secondo lo studio, uno su dieci è straniero, mentre a Pontedera figurano i valori più alti della media provinciale per le scuole di ogni ordine e grado. Numeri che parlano di una realtà direttamente vissuta dagli studenti: «Come possiamo affrontare le diversità in modo positivo?» chiede Selena.
Le risponde Meini, mettendo la scuola al centro del processo d'integrazione: «Cultura, oggi, significa conoscere il percorso personale di chi abbiamo di fronte».
Dalla platea si leva una nota polemica: Ma gli immigrati non dovrebbero adeguarsi anche ai nostri diritti?, chiede Martina, interrogandosi sull'opportunità del burka per le donne islamiche.
«Dobbiamo prima capire cosa significa essere un cittadino italiano - controbatte Zanfrini. - Si parla troppo spesso di cittadinanza senza avere un'idea chiara di cosa vogliamo essere. Chiarezza necessaria anche quando si parla di diritti/doveri».
Ennio viene dal Togo. Ha 15 anni, vive qua da 5. «La cosa più difficile - racconta - è sentirsi soli, e all'inizio succede. Ma a Pontedera ho trovato insegnanti e compagni sempre pronti a aiutarmi, e così ho potuto superare gli ostacoli della lingua e della cultura. La vita del migrante è sempre difficile, ma se ci sia aiuta a vicenda. Tutto è risolvibile».
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