Il Tirreno

Pontedera

No cave, oltre mille firme già sul tavolo del sindaco

di Gianni Bianchi
No cave, oltre mille firme già sul tavolo del sindaco

Pomarance, anche dall’estero il sostegno del comitato contro il progetto I difensori del sito S. Emilia: quelle colline non possono andarsene in ghiaia

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POMARANCE. «Le colline della Valdicecina sono troppo belle per andarsene in ghiaia». È con questo spirito che in molti hanno raccolto l’appello a firmare la petizione “Contro il Piano Cave adottato dal Comune e l’apertura della cava di ghiaia e sabbia in località Sant’Emilia”, promosso da un gruppo di cittadini di Pomarance. La raccolta di firme online, tramite il sito change.org, ha già superato quota mille adesioni in poco più di tre giorni.

Lo scopo dell’iniziativa è dare voce al dissenso manifestandolo direttamente all’amministrazione comunale. «Dobbiamo smettere di scavare terreni per aumentare il cemento», così un altro sostenitore della causa motiva la sua firma. E ancora: «È un posto che mi sta a cuore. Con la sua pace e il suo silenzio». «Perché vivo in queste zone», sottolinea un altro firmatario.

La causa trova sostenitori anche fuori dalla Valdicecina e persino all’estero, si firma dalla Svizzera, dagli Stati Uniti, dalla Gran Bretagna. «Sono stufo di questo modo di saccheggiare paesi belli con il solo obiettivo del profitto massimo senza preoccuparsi del dopo», scrive l’artista svizzero Antoine Zgraggen. E ancora un altro aderente: «Vivo in Toscana, in campagna, in una azienda biologica che pratica agriturismo. Penso che la vocazione delle nostre aree sia il paesaggio, la salvaguardia della natura, il turismo».

Per ogni firma online una e-mail raggiunge l’indirizzo di posta elettronica del primo cittadino di Pomarance. Sul tavolo del sindaco Loris Martignoni, invece, la prossima settimana arriveranno le osservazioni in merito ai problemi ambientali e geologici che deriverebbero dall’avvio della cava a Sant’Emilia. Osservazioni che entreranno a far parte del procedimento di verifica dell’assoggettabilità a valutazione d’impatto ambientale del progetto di coltivazione presentato dalla società Granchi.

In parallelo c’è anche un ricorso al Tar presentato pochi giorni fa da cinque abitanti della zona. Scopo dell’azione è quello di far sì che venga rivista da parte del Comune di Pomarance l’adeguamento degli strumenti urbanistici al Piano cave provinciale. A far sintesi del pensiero di tutti i ricorrenti, anche rispetto alla paventata richiesta di danni da parte di Granchi Srl è Mario Gaiaschi: «La legge ci consente di fare ricorso, ci stiamo muovendo secondo le regole».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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