Sicurezza
Una scritta misteriosa manda in tilt una via
Nel quartiere Bellaria: l’episodio denunciato alle forze dell’ordine. Gli abitanti: «Qui troppi fatti strani»
PONTEDERA. Una “o” e due “e”, di cui la seconda accentata, lettere probabilmente scritte da due ragazzi con i cappucci delle felpe in testa in piena notte con vernice rossa in mezzo a via Buozzi, all’altezza del palazzo corrispondente al numero civico 40.
Un fatto inspiegabile, forse innocuo, ma che ha messo in allarme gli abitanti della strada.
Tanto da allertare i carabinieri e gli agenti della polizia municipale.
D’altra parte, in questa zona ci sono stati numerosi atti vandalici all’indirizzo delle auto in sosta.
Testimone della scena è stato un giovane che abita proprio in uno dei condomini che si affacciano su via Buozzi. «Sono rientrato a casa a mezzanotte di martedì – spiega mentre alcuni vicini seguono il suo racconto affacciati ai terrazzi degli appartamenti che danno sulla strada – Ho fatto manovra per parcheggiare l’auto e ho visto una Twingo chiara, modello vecchio, ferma in doppia fila con un ragazzo al posto di guida. Sul marciapiede, invece, ce n’era un altro che indossava una felpa col cappuccio in testa. Stava accucciato, come se cercasse qualcosa in terra. È rimasto così per alcuni istanti, poi, mentre io scendevo dalla mia macchina, è salito sulla Twingo e i due se ne sono andati».
Quelle descrizioni si sono rincorse da una casa all’altra della via. C’è chi ha subito informato anche i carabinieri, raccontando fatti, situazioni, descrivendo persone e veicoli, con la speranza che questo possa servire a risalire agli autori della scritta.
Il racconto è arricchito anche dalle parole del padre del giovane: «Difficile dire di cosa si tratti. Personalmente non saprei dare nessuna interpretazione. Però in questa zona sono successi molti fatti spiacenti. Sono state danneggiate auto in sosta. Episodi che si sono verificate molte volte. In alcune occasioni Ho anche ripreso gli atti vandalici con la videocamera, ma anche in quel caso non si riconosceva nessuno, perché gli autori indossavano felpe con i cappucci in testa». Parole che fanno capire il clima vissuto in via Buozzi e che si surriscalda anche per un fatto come quello accaduto l’altra notte che potrebbe avere mille significati.
Difficile dire cosa significhi la scritta “Oeé”.
Può darsi che gli autori siano stati interrotti dall’arrivo del giovane, mentre scrivevano con una bomboletta dalla vernice poco resistente.
Ieri, infatti, la scritta era davvero poco leggibile sull’asfalto della strada all’interno del quartiere Bellaria.
«Prima gli spregi alle auto, ora questa scritta. Ma che sta succedendo in questa strada?», chiede una donna affacciata al terrazzo di casa sua con gli occhi impauriti. Forse neppure il sopralluogo che hanno effettuato gli agenti della polizia municipale è servito a stemperare gli animi degli abitanti di via Buozzi.
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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