Il Tirreno

Pontedera

«Una ragazza speciale un punto di riferimento»

«Una ragazza speciale un punto di riferimento»

La professoressa di inglese ha dato la terribile notizia ai compagni di classe dopo che la mamma aveva informato la scuola. Poi è arrivata la psicologa

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CASCINA. Una telefonata arrivata al centralino dell’istituto Pesenti alle 7,45 stravolge il normale inizio di una mattina di lezioni: “Valeria Vanni è morta”. Poche parole, dette da una voce di donna. Era la madre - ma questo si scoprirà dopo - della studentessa che frequentava la prima B del liceo linguistico.

«All’inizio non sapevamo cosa pensare – dice il vicepreside della scuola, professor Fernando Mellea, visibilmente provato dalla tragedia –, abbiamo anche preso in considerazione l’idea che si trattasse di un brutto, terribile scherzo. Siamo andati subito a controllare i registri e abbiamo trovato il nome di Valeria. Una nostra alunna». Il gelo. I primi pensieri sono stati per Valeria e la sua famiglia. Il suono della prima campanella ha riportato il personale della scuola alla realtà. Al triste e difficile compito di dare la terribile notizia ai ragazzini, ai compagni di classe di Valeria. «È avvenuto tutto così all’improvviso – aggiunge Mellea – mi è tornata in mente quella mattina di maggio quando morì un’altra nostra alunna iscritta alla prima classe, Sara». Sara Taddei, di Cascina, portata via da un assurdo incidente stradale, mentre col motorino stava andando a scuola. «Un momento difficile da gestire pensando che non è semplice dire a ragazzini di 15 anni che è morta una loro amica – aggiunge il vicepreside –. Ci siamo affidati alla psicologa che lavora nel nostro istituto e che ha seguito i ragazzi per tutta la mattina».

«Non riesco ancora a credere che sia successo – aggiunge la professoressa Anna Paoli, insegnante di inglese –. Tant’è che noi quando abbiamo ricevuto la telefonata che ci comunicava della morte abbiamo pensato che non fosse vero. Una brava famiglia, una studentessa alla quale era impossibile non volere bene». Valeria è arrivata al “Pesenti” con una buona presentazione e risultati più che positivi. Molti dei compagni di classe li conosceva già dalle elementari. Il passaggio al liceo era avvenuto senza difficoltà. «Valeria era una ragazza positiva, solare, sempre al fianco dei più deboli – aggiunge l’insegnante – molto intelligente e riflessiva. Era un punto di riferimento per la classe nella sua umiltà e con un buon senso straordinario per la sua età». È stata proprio l’insegnante di inglese, poi affiancata dalla psicologa, a dire ai ragazzi come mai il banco di Valeria era rimasto vuoto. «È stato devastante – ammette la professoressa – abbiamo cercato il più possibile di proteggere i ragazzi e di aiutarli ad affrontare questo momento».

Quindici anni sono l’età delle prime simpatie: si è pensato anche al ragazzino di Valeria, che frequenta la stessa scuola, per evitare che sapesse la notizia da un freddo messaggio sul cellulare La tragedia è entrata con forza in classe. Tanti ricordi per la studentessa dal sorriso dolce e lo sguardo vivace. I ricordi di tanti momenti insieme scorrono nella mente. «Si sono trovate nel gruppo della classe anche ragazze con le quali seguiva lezioni di ballo, è stata una mattina di grande dolore». E poi i ricordi degli incontri all’oratorio, la passione per la danza e la ginnastica (seguiva da poco le lezioni con l’associazione Shall We Dance). «Sei entrata a far parte della nostra società sportiva solo a settembre, ma con il tuo sorriso, la tua semplicità e simpatia ti sei fatta volere bene da tutti , lasci un grande vuoto nei nostri cuori», la ricordano dall’associazione.(s.c.)

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