Sicurezza
Muore all’improvviso nel sonno a 15 anni
La mamma è andata in camera per svegliarla come ogni mattina e si è accorta che non rispondeva. Inutili i tentativi di rianimarla
CASCINA. Un sorriso dolce, gli occhi sorridenti, circondati da lunghi capelli. Valeria Vanni avrebbe compiuto 15 anni il prossimo 14 febbraio, il giorno della festa degli innamorati. Tutto questo è già un ricordo: il cuore di Valeria si è fermato per sempre durante la notte.
Ieri, poco prima delle 8, la madre, notando che la figlia non scendeva per la colazione, è andata a svegliarla. È entrata nella sua camera, l’ha chiamata una e più volte fino a quando si è resa conto che la figlia non rispondeva, non dava segni di vita.
«Non riesco a svegliare mia figlia, ho bisogno di aiuto»: così Michela Norci, la madre della sfortunata quindicenne, ha chiesto l’intervento di un’ambulanza parlando con un operatore della centrale del 118, accettando alcuni consigli per capire se la figlia poteva reagire. Nessuno, almeno nelle prime fasi del soccorso, aveva immaginato che l’adolescente potesse essere morta. E soprattutto nessuno dei soccorritori aveva capito che stavano andando a casa di una loro collega. All’arrivo nella villetta dove abita la famiglia Vanni, a San Lorenzo a Pagnatico, nel comune di Cascina, la dottoressa del 118 e i volontari della Misericordia di Bientina hanno intuito subito la tragedia. Sotto gli occhi disperati della madre, operatrice socio-sanitaria all’ospedale Lotti, e della nonna della ragazzina hanno provato a lungo a rianimarla. Tutto inutile.
La morte era avvenuta nel sonno, probabilmente molte ore prima, forse già tra mezzanotte e l’una. Difficile trovare le parole per dire a una mamma che ha perso una figlia. Ma lo sguardo del personale dell’emergenza ha detto più di tante parole e la donna si è lasciata andare a un pianto disperato. Nel frattempo, il padre, Luca Vanni, infermiere del pronto soccorso e del 118 dell’ospedale Lotti di Pontedera, era arrivato al lavoro. La moglie non era riuscito a contattarlo per telefono. Così quando è entrato in ospedale sono stati alcuni colleghi a dirgli cosa era successo alla figlia.
La tragedia avvenuta nella villetta dalle pareti gialle e il piccolo giardino ben curato è diventata ben presto quella di un’intera comunità. Già dopo due ore davanti a casa della famiglia Vanni erano arrivate numerose persone. Non solo parenti e amici, ma anche chi aveva incontrato Valeria in parrocchia o nelle varie attività che seguiva.
Difficile dire quale sia stata la causa della morte. Fin dall’inizio si è pensato a cause naturali, ad un’anomalia congenita che è diventata fatale per Valeria. La ragazzina non aveva particolari problemi di salute, come raccontano alcuni amici di famiglia, anche se le era stato riscontrato un piccolo soffio al cuore. Recentemente però, visto che aveva deciso di seguire corsi di ginnastica, si era sottoposta alla visita medico-sportiva e ad altri accertamenti. Non era emerso niente di particolare, tanto che aveva ottenuto l’idoneità sportiva.
Il malore che l’ha colpita nel sonno, durante la notte, deve essere stato così improvviso e fulminante da non averle dato neppure la possibilità di chiedere aiuto. Non solo ai genitori ma nemmeno al fratello minore (ha 8 anni) che dorme accanto a lei.
E il padre, quando è uscito per andare al lavoro, l’ha vista nel letto e ha pensato che stesse dormendo, come tante altre volte. Non sarà facile per la famiglia, che vorrebbe evitare lo strazio dell’autopsia, accettare questa tragedia.
Nella mattinata anche i carabinieri sono stati informati della morte della studentessa. Una pattuglia si è recata a casa della famiglia Vanni, come sempre succede nei casi di morti avvenute nel sonno. Valeria era ancora nel suo letto, sembrava che stesse dormendo, anche se non poteva più rispondere alle richieste dei suoi genitori che più volte hanno sperato di svegliarsi da un incubo.
È stata informata la Procura a Pisa e il magistrato di turno ha deciso il trasferimento della salma alla medicina legale di Pisa dove sarà deciso se effettuare o meno l’autopsia, che potrebbe fornire certezze sulle cause della morte della studentessa. Non è quindi stato ancora possibile per la famiglia stabilire la data del funerale. Era desiderio della famiglia allestire la camera ardente nelle cappelle del commiato a Cascina, ma questo quando ancora non si sapeva se l’autorità giudiziaria avrebbe disposto gli accertamenti medico-legali.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
