Finanza
Una commissione per l’ipotesi “fusione”
Santa Croce con Castelfranco: Giannini (Nuovo Centrodestra) ha il convinto appoggio di Taradash
SANTA CROCE SULL’ARNO. Approderà nel consiglio comunale di Santa Croce, giovedì, la proposta di una fusione con il Comune di Castelfranco. Nel pieno dello scontro sulla nascente Unione dei Comuni, resta viva, infatti, almeno nella cittadina del Cuoio, l’idea alternativa di chi, invece, preferirebbe un’alleanza a due, attraverso una vera e propria fusione con i cugini castelfranchesi. Un’idea che sembra riscuotere un interesse trasversale, rilanciata nelle ultime settimane dal consigliere Gianluca Giannini del Nuovo Centrodestra, che adesso porta in discussione un ordine del giorno per l’istituzione di una commissione ad hoc incaricata di valutare la proposta. Un’operazione sostenuta anche dai vertici regionali del nuovo partito di Alfano, e presentata da Giannini insieme al consigliere regionale Marco Taradash, vicepresidente toscano del Nuovo Centrodestra.
«Perché il caso di Santa Croce – dice Taradash – potrebbe davvero fare scuola in questo campo». Alla base c’è l’implicita bocciatura dell’Unione, che coinvolge i Comuni di San Miniato, Montopoli, Santa Croce e Castelfranco, chiamati nei prossimi giorni a un doppio voto in consiglio comunale per il via libera allo statuto, dopo il mancato raggiungimento, nei quattro consigli, della maggioranza dei due terzi che avrebbe garantito l’approvazione immediata. «L’esito del voto – sostiene Giannini – dimostra che la forza propulsiva che l’Unione doveva avere non si è concretizzata. Il mio voto contrario è dovuto innanzitutto all’assenza di partecipazione, a cominciare dal mancato coinvolgimento dalle categorie produttive. Il tutto a quattro mesi dal voto, quando sarebbe più opportuno aspettare. Di fatto, poi, l’Unione svuoterà il potere dei Comuni cancellando il rapporto con gli elettori, e creando un nuovo ente che non avrà alcuna legittimazione. Senza dimenticare, infine, il rischio di una sproporzione in termini di peso politico tra un Comune e l’altro». Da qui la controproposta della fusione, limitata però solo a Santa Croce e Castelfranco: «Perché gli altri due Comuni – dice Giannini – non hanno quelle similitudini che da sempre, invece, condividiamo con Castelfranco». L’ordine del giorno che arriverà in consiglio giovedì, quindi, chiede la creazione di una commissione, «senza alcun compenso, formata da un rappresentante per ogni gruppo consiliare, che insieme a funzionari competenti elabori uno studio di fattibilità sulla fusione, anche con il coinvolgimento della popolazione». «Le Unioni – dice Taradash – sono state tentate in varie parti d’Italia e hanno quasi sempre fallito, perché si tratta di un tentativo di salvare capra e cavoli mantenendo il quadro politico intatto. Occorrerebbe invece più coraggio. Le fusioni, infatti, permettono un risparmio notevole di costi e un guadagno altrettanto notevole in termini di efficienza».
Giacomo Pelfer
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