Il dolore
Toto sindaco, Po si sfila
Volterra, il gruppo fa scudo a Guarneri: è un dibattito del Pd
VOLTERRA. «Nella fase attuale è sicuramente prematuro ogni salto in avanti relativo al nome del futuro candidato sindaco di una coalizione che di fatto ancora non c’è». A gettare acqua sul fuoco delle indiscrezioni è il gruppo di minoranza Progetto Originario (Po). La lista volterrana viene data in apparentamento al Pd e, stando alle voci che si rincorrono in città, ad avere più di una chance per la candidatura a sindaco sarebbe l’esponente di Po Sonia Guarneri.
«Ringraziamo chi ha espresso il proprio apprezzamento, in qualsiasi forma sia stato fatto, sul nome della consigliera di Po, che incarna la novità principale di questi ultimi anni, avendo fornito ampie prove delle sue indubbie qualità», afferma il gruppo Po. «Confermiamo che stiamo portando avanti una serie di incontri con le altre forze politiche cittadine in prospettiva delle prossime elezioni amministrative, ma l’ordine di priorità che ci siamo dati prevede la ricerca di un accordo preventivo sui temi da affrontare e quindi sul programma. Lavoro, questo, che non si è ancora concluso».
L’ex assessore della giunta Buselli e componente di Progetto originario Guarneri viene data in quota alla componente renziana del Pd. In lizza con l’ex direttore del Consorzio turistico Paolo Paterni, l’ex segretario del Pd ai tempi della sconfitta elettorale del 2009 Fabio Antonelli e Giacomo Santi, ex assessore della giunta Bartaloni, da sempre dato tra i possibili candidati.
Sul tavolo c’è più di un tema. «Su sanità, gestione del territorio e altre questioni spinose stiamo facendo importanti passi avanti, ma una vera sintesi non è ancora matura – sostengono da Po –. Se tutto andrà bene, se su un programma forte riusciremo a compattare una coalizione importante, allora saremo autorizzati a discutere tutti assieme i nomi dei candidati. Nella maniera più aperta possibile, estendendo lo sguardo a tutti gli alleati e auspicabilmente anche a forze della società civile, puntando per prima cosa sulla qualità delle persone». E concludono: «La dialettica interna al Pd sui candidati è legittima e comprensibile, ma resta interna al partito. In quanto tale è da intendersi come parziale rispetto a una possibile futura coalizione, e fuori dalla nostra sfera d’influenza».(m.m.)
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