Il Tirreno

Pontedera

L’Unione Valdera va stretta ai più piccoli

di Manolo Morandini
L’Unione Valdera va stretta ai più piccoli

I Comuni di Peccioli, Chianni, Lajatico e Terricciola “congelano” il trasferimento del personale e di alcune funzioni

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PONTEDERA. C’è un’unica certezza. La direzione è fuori dall’Unione Valdera. Ad indicarla è la legge 7 agosto 2012, numero 135, firmata da Monti, Grilli e Giarda, che obbliga i piccoli Comuni, quelli sotto i 5mila abitanti, a gestire in forma associata quasi tutte le funzioni obbligatorie: dalle scuole ai tributi, dagli appalti ai servizi sociali. I sindaci possono scegliere la forma - la convenzione, l’unione o la fusione - e riorganizzare i propri servizi. Una rivoluzione amministrativa, ispirata al risparmio di spesa, che di rinvio in proroga dovrebbe concludersi entro il 31 dicembre di quest’anno. Per Peccioli, Lajatico, Chianni e Terricciola la legge parla chiaro. C’è un obbligo che gli altri Comuni dell’Unione Valdera non hanno. E la differenza si presta al cambiamento.

Leggendo tra le righe della delibera con cui a Terricciola il sindaco Maria Antonietta Fais rinvia le modifiche allo Statuto dell’Unione Valdera, all’ordine del giorno della seduta del consiglio comunale del 28 dicembre scorso, si intuisce che i sindaci di quella che fu l’embrione dell’Unione in Alta Valdera rispolverano il passato. “Effettuare una valutazione più attenta dei contenuti, in considerazione anche della possibilità di prevedere nuove modalità di gestione dei servizi in accordo con i Comuni limitrofi”.

Difficile l’ipotesi che i quattro Comuni deleghino all’Unione Valdera le proprie competenze in materia di urbanistica o lavori pubblici per rimettere le decisioni in mano alla giunta dei sindaci in cui siedono i colleghi di Comuni che questa scelta non sono obbligati a fare e non hanno intenzione di valutare. C’è una disomogeneità evidente, un doppio regime, che traspare dal diverso quadro normativo rispetto al 2008 quando il progetto Unione Valdera iniziò a muovere i primi passi.

«Ad oggi non ci sono decisioni definitive, anche se il dibattito è in fase avanzata», sottolinea il sindaco di Peccioli Silvano Crecchi. Che aggiunge: «Non ci sono contrapposizioni tra i Comuni e l’Unione, stiamo cercando la soluzione più ragionevole per costruire servizi e funzioni vicine ai cittadini». Si tratta di rilanciare quel “Polo” dell’Alta Valdera per i tributi, lo sportello unico per le attività produttive e la raccolta dei rifiuti.

Tutto arriva a ridosso della fine del mandato amministrativo, con le elezioni che si terrano nella tarda primavera. E il tema è di quelli da campagna elettorale. Già i critici dell’Unione Valdera non mancano di sottolineare come quanto sta accadendo dia la misura di un progetto in forte ridimensionamento. Oltre a ciò che dispone la legge, infatti, c’è da registrare l’uscita dall’Unione di Crespina che si è poi fuso con Lorenzana. Ma anche il tentennare di Santa Maria a Monte, con la giunta Parrella che è in fase di valutazione sul restare o meno nell’ente.

Sgombra il campo dagli aspetti politici il sindaco di Lajatico Fabio Tedeschi. «Stiamo facendo una riflessione necessaria a fronte di una legge che tende a razionalizzare i servizi obbligandoci ad associare le funzioni». Che aggiunge: «Oggi l’Unione Valdera non è lo strumento adeguato alle esigenze a cui certi Comuni sono chiamati. Non ci sono altri piani di lettura, la legge è chiara. Si tratta di associare funzioni che non sono svolte dall’Unione Valdera».

Si profila un doppio regime, con scuola e sociale che potrebbero restare in capo all’Unione Valdera e il resto Peccioli, Chianni, Lajatico e Terricciola potrebbero associarlo definendo convenzioni. Nel frattempo il trasferimento del proprio personale per le funzioni in capo all’Unione Valdera è stato congelato, confermando la soluzione provvisoria del “comando”.

La convenzione è la forma più “leggera” di accordo: prevede l’esercizio associato con un patto che definisca la “specializzazione” dei diversi comuni, chi nei lavori pubblici, chi nella polizia locale. Il tutto con vantaggi che stanno soprattutto nelle economie di scala, in un orario di servizio maggiore e nella migliore efficienza dei servizi offerti ai cittadini. Sindaci, amministratori e funzionari sono impegnati nelle procedure per mettere insieme competenze, uffici e professionalità. E non è proprio una passeggiata perché le resistenze non mancano.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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