Il Tirreno

Pontedera

Il Pd perde pezzi, si dimette la consigliera Lazzeri

di Cristiano Marcacci
Il Pd perde pezzi, si dimette la consigliera Lazzeri

La diretta interessata e il capogruppo Torrini: «Nessuna divergenza politica motivazioni esclusivamente personali». Ma il centrosinistra è sempre più diviso

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SANTA MARIA A MONTE. Era considerata uno dei volti freschi della politica locale più affidabili e più rappresentativi di un nuovo modo d’intendere il rapporto tra il palazzo e il cittadino. Ma a nemmeno un anno dalle elezioni amministrative, che l’hanno vista eletta in consiglio comunale anche se tra i banchi dell’opposizione, ha deciso di gettare la spugna. Serena Lazzeri, giovane esponente del Partito Democratico e renziana convinta, si sfila, presentando le dimissioni dalla carica. Al suo posto farà il proprio ingresso in consiglio comunale Marco Lazzerini.

Secondo la diretta interessata e il capogruppo Pd ed ex candidato a sindaco di Santa Maria a Monte, alla base delle dimissioni non esistono motivazioni politiche, ossia divergenze con i colleghi consiglieri e con il gruppo dirigente del partito. «Serena – afferma Antonio Torrini – ha preso questa decisione per motivi di lavoro, che hanno quindi a che fare con la sua sfera privata. Tutto qui». «Non esiste alcuna rottura – conferma la diretta interessata, Serena Lazzeri – con i miei compagni di viaggio. A causa dei miei impegni lavorativi, ho purtroppo meno tempo da dedicare all’attività amministrativa. Non abbandono però il partito, nel quale continuerò ad impegnarmi. Anche perché condivido in pieno la linea politica fin qui portata avanti».

Indipendentemente dal passo indietro di Lazzeri, le acque della sinistra di Santa Maria a Monte sono piuttosto agitate. Con il passare dei mesi e delle settimane, diventa infatti sempre più evidente la frattura tra il gruppo degli ex amministratori (David Turini e collaboratori) e dei loro fedelissimi e il “nuovo” Pd, quello che si era presentato alle elezioni comunali di maggio e che poi fu sonoramente bocciato dai cittadini, che preferirono, come noto, l’anomala alleanza Pdl-Udc-Socialisti con a capo l’attuale sindaco Ilaria Parrella.

Il ring della battaglia politica è diventato Facebook, sulle cui pagine si contrappongono ultimamente, con colpi anche ai limiti della cintura, il gruppo “Il Pungolo” e l’altro, di estrazione opposta, denominato “La Zecca del Pungolo”, nato essenzialmente per difendersi dagli attacchi del primo su iniziativa di un manipolo di sostenitori dell’attuale giunta e del sindaco Parrella. “Il Pungolo”, «sorto per ristabilire la verità dispersa dal giorno della vittoria del centrodestra alle elezioni», non è feroce solo con gli avversari politici, bensì anche con l’attuale opposizione e gli attuali dirigenti del Pd. Parecchio esplicativo in questo senso è il ragionamento pubblicato in relazione alle polemiche sull’impianto a biogas di San Donato, che recentemente ha visto anche il semaforo verde da parte del Tar. «Chi, anche a sinistra, ha cavalcato e sventolato – afferma “Il Pungolo” – la bandiera del catastrofismo sposando subito le tesi dei comitati e affrettandosi a prendere rapidamente le distanze dalle scelte politiche precedenti (senza peraltro essere ripagato elettoralmente), sarebbe bene che a questo punto facesse una seria autocritica, rivedesse senza paraocchi le proprie posizioni, per avviare una discussione seria e pacata su ciò che è accaduto e ricostruire un’opposizione vera e fondata sui dati di fatto e non su chiacchiere e inutili preconcetti».

Parole indubbiamente pesanti per l’attuale centrosinistra, soprattutto se consideriamo che provengono dagli ex amministratori comunali del Pd, fra i quali gli ex assessori Raffaello Corsi e Alessandra Biondi, tra i promotori e gli attivisti de “Il Pungolo”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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