Attenzione
Crisi, un fallimento ogni quattro giorni
Edilizia, immobiliare e concerie nel lungo elenco delle società che hanno dovuto portare i libri in Tribunale
PONTEDERA. Crescono le richieste di fallimento, le sentenze che certificano i default, le esecuzioni immobiliari e quelle mobiliari, la maggior parte delle quali riguardano i pignoramenti presso terzi, vale a dire stipendi, crediti e conti correnti.
Vediamo allora qual è la situazione in provincia di Pisa. I dati sono riferiti al giugno 2013 e paragonati allo stesso periodo del 2012. Nella tabella a lato le quasi cento società dichiarate fallite nel 2013 registrate alla Camera di commercio. Spiccano diverse concerie, ditte edili, immobiliari e l’azienda di trasporti Falaschi.
Fallimenti. Le nuove istanze di fallimento sono state 329 (con una pendenza iniziale di 632 procedure e un dato finale di 652 procedure) in sensibile incremento (7,1 per cento) rispetto alle istanze presentate nel precedente periodo di osservazione che erano 307. I fallimenti definiti ammontano a 331 (a fronte dei precedenti 287) con 98 (in luogo delle 78 del precedente periodo di osservazione) con un più 25 per cento e nuove dichiarazioni di fallimento, mentre le chiusure sono 78 (al posto delle 52 del periodo precedente).
Salvatore Laganà, presidente del Tribunale, nell'analisi dei numeri riscontra l'aumento dei fascicoli, indice di un malessere di cui non si intravede la fine.
«Abbiamo un incremento delle procedure concorsuali pendenti – spiega – dovuto sia all'ulteriore aumento delle dichiarazioni, sia al fatto che le chiusure, seppure in aumento ancora inferiore alle nuove dichiarazioni, incontrano sempre difficoltà legate alla stasi del mercato ed alle conseguenti difficoltà di liquidazione. Ad ogni modo sono costantemente monitorate le procedure concorsuali di più remota iscrizione». Risultano ancora aperte 144 procedure concorsuali anteriori al 2003.
Case all'asta. Le istanze di esecuzione immobiliare sono state 644 con un'impennata del 16 per cento sul dato al luglio 2012 arrivato a quota 467). La crescita è stata in parte compensata dall'altrettanto notevole incremento della capacità dell'ufficio di definire le procedure pendenti (ne sono state definite 497, mentre nella precedente relazione si segnalava la definizione di 285 procedure). Le pendenze sono, di conseguenza, ancora aumentate, da 1.367 al primo luglio 2012 a 1.514 al 30 giugno 2013.
La pratica non viene chiusa perché il mercato immobiliare, e quello delle aste in particolare, non risponde più come un tempo alle offerte di case e capannoni messi all'incanto.
Stipendi e conti pignorati. Almeno i due terzi dei pignoramenti mobiliari riguardano stipendi, conti correnti o crediti dei debitori. Il resto sono auto, mobili, tv, e arredamento. Le richieste sono state 1.589 con la definizione di 1.841 procedimenti. La pendenza è passata da 967 al primo luglio 2012 a 715 al 30 giugno 2013.
Rispetto al periodo di osservazione precedente, le sopravvenienze sono aumentate in misura, in termini relativi, lieve ( 1.589 a fronte di 1.550) mentre è aumentata notevolmente la capacità di smaltimento, visto che i procedimenti esauriti sono saliti a 1.941 a fronte dei 1.397 nel precedente periodo di osservazione. I pignoramenti presso terzi sono in progressione del 6,6 per cento: le istanze sono state 1.056, pari al 66.45% del totale (mentre nel precedente periodo di osservazione erano state 990 su 1.550, pari al 63.87%). Ma solo in 431 casi sono stati assegnati i crediti.
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