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Unione, statuto al palo anche a Castelfranco

Unione, statuto al palo anche a Castelfranco

Come è successo in altri Comuni serviranno altre due sedute di consiglio Toti: «Ogni decisione sul personale passerà dal confronto coi sindacati»

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CASTELFRANCO DI SOTTO. «Ogni decisione sulle modalità di utilizzo del personale passerà da momenti di confronto con le rappresentanze sindacali». A dirlo il vicesindaco di Castelfranco Gabriele Toti nella seduta di consiglio di venerdì, dedicata in gran parte all’Unione dei Comuni. Tema che da settimane ha messo in agitazione i dipendenti comunali, spaventati dalle possibili conseguenze legate alla nascita del nuovo ente, anche in virtù delle problematiche riscontrate nella vicina Unione Valdera. «Da parte nostra non c’è stata alcuna chiusura», ha detto Toti, ricordando che i sindacati «erano stati invitati già in altre tre occasione prima dell’incontro di dicembre». «Come riportato all’articolo 24 dello statuto dell’Unione – ha aggiunto – il trasferimento del personale è sola una delle 3 possibilità, insieme al distacco e al comando, per l’impiego dei dipendenti comunali all’interno del nuovo ente. In un altro articolo, si precisa anche che in caso di scioglimento il personale torna presso l’ente di provenienza. Ad ogni modo, abbiamo preso atto delle preoccupazioni, condividendo con i sindacati la necessità di successivi momenti di confronto per decidere le modalità di utilizzo del personale». Un tema, quello dei dipendenti, che ha accompagnato una discussione di oltre 3 ore dal voto praticamente scontato: compatto, infatti, il no dei tre gruppi di opposizione, che hanno quindi negato ogni possibilità di raggiungere la maggioranza dei due terzi necessaria per l’approvazione immediata dallo statuto. Di conseguenza, come negli altri Comuni, serviranno altre due sedute entro 30 giorni con la semplice maggioranza assoluta.

Nel caso di Castelfranco, poi, si registrava anche “l’anomalia” di un consiglio ridotto da 21 a 20 membri per la scomparsa del sindaco Marvogli. «Non siamo nelle condizioni per decidere di un tema così importante», ha detto Rosario Casillo (Psi) precisando le ragioni della propria contrarietà: «La statuto è congegnato per dare ai sindaci un potere enorme sulle questioni importanti. Si mettono insieme, poi, realtà che sul disprezzo degli interessi comprensoriali hanno costruito le proprie fortune». «Non c’è stata condivisione con le altre forze politiche: non abbiamo avuto possibilità di partecipare», ha aggiunto il consigliere di Luigi Mezzi (Pdl-Forza Italia), mentre per il collega Giulio Ruglioni «non sarà la nascita di un nuovo ente – ha affermato – a semplificare la vita delle nostre aziende. Un ente che svuoterà la sovranità dei consigli comunali». Voto contrario anche dalla lista Sicurezza e Trasparenza: «Non siamo per bocciare l’Unione a priori – ha spiegato Paolo Costagli – ma non condividiamo il modo con cui ci siamo arrivati».

Giacomo Pelfer

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