Il Tirreno

Pontedera

L’Ici viene richiesta anche a un morto

L’Ici viene richiesta anche a un morto

In consegna le cartelle per il recupero della vecchia imposta sugli immobili non versata: ma alcune sono sbagliate

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PONTEDERA. La tassa sulla casa sta cambiando. Dopo l’Imu, che abbiamo pagato lo scorso anno (e che qualcuno dovrà ancora finire di pagare, con lo strascico della mini-Imu, il cui versamento dovrà essere effettuato entro il 24 gennaio), arriva la Iuc, più complessa, ma che grava sempre sugli immobili.

Nei Comuni della nostra zona, invece, si parla ancora di Ici: parte di questa imposta - che per la prima casa era stata abolita - dev’essere ancora incassata. E, per non incorrere in prescrizioni, dai Comuni stanno arrivando le cartelle con la richiesta.

Per quanto riguarda l’Unione, le amministrazioni che ne fanno parte, hanno passato l’onore della riscossione all’ufficio centralizzato dell’Unione dei Comuni; gli altri si stanno muovendo autonomamente.

Le verifiche. I Comuni della Valdera hanno avviato le verifiche con l’obiettivo di dare la caccia a chi in passato non ha sempre pagato - o lo ha fatto in maniera sbagliata.

Questo con un doppio obiettivo: dare la caccia ai furbetti; lottare contro l’evasione e, soprattutto, recuperare un po’ di risorse per i bilanci.

Le cartelle sono anche... pazze. Immancabilmente, dalle consegne che vengono effettuate in questi giorni, alcuni errori sono già stati verificati.

C'è chi ha chiesto di pagare l'Ici a chi era morto da diversi anni o chi, invece, la richiesta l’ha inoltrata per un terreno che, invece, è stato espropriato da tempo.

La cartella arriva, ma l’utente è defunto. Il caso si è verificato a Buti dove gli uffici comunali hanno chiesto di pagare l’Ici a una persona defunta. La tassa comunale riguardava una casa di Cascine di Buti. Qualche anno prima era stata ereditata dai figli della ex proprietaria, dopo la sua morte. Il Comune, eseguendo gli accertamenti ha spedito la cartella esattoriale con la quale chiedeva alla defunta di pagare l'Ici. Ma le verifiche, poi, hanno fatto emergere che in realtà il tributo era stato pagato dagli eredi, dopo essere entrati in possesso della casa.

La tassa chiesta per il terreno espropriato. Il caso si è verificato in Alta Valdera, dove la richiesta è stata fatta a una signora a cui un terreno era stato espropriato dal Comune all'inizio degli anni Duemila. Dagli uffici dell’amministrazione locale è stato indirizzato alla signora una richiesta di accertamento per un mancato pagamento dell’imposta comunale sul terreno che, ormai, da 13 anni era stato espropriato.

Si trattava anche di un conto sostanzioso: anni e anni di mancato pagamento della tassa che però quella signora aveva smesso di versare dopo che il Comune le aveva comperato i terreni per costruire una struttura utilità pubblica, che oltretutto, non è mai stato realizzato. Dall’accertamento risultava che il primo mancato pagamento risaliva addirittura a 10 anni prima.

Ma c’è anche dell’altro: essendo diventate edificabile, poco dopo l’esprorpio, il Comune aveva provveduto anche a calcolare l’imposta sulla rivalutazione del terreno sul quale si poteva costruire.

Nel resto dei Comuni, le richieste, invece, stanno andando a buon fine.

Tanto più che - come diciamo nell’artico lo qui a fianco - qualche Comune (come Pontedera) ha ottenuto anche soldi dalla Regione per mettere in piedi una macchina, efficace, per fare i controlli.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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