Sicurezza
Scandalo Cermec, rinviato a giudizio Picchi
L’assessore all’ambiente davanti al giudice con altre quindici persone Il Pd e il presidente della Provincia di Pisa: «Faccia un passo indietro, si dimetta»
PONTEDERA. «Ritengo mio preciso dovere rendere noto di essere stato rinviato a giudizio e che per il prossimo 28 maggio dovrò presentarmi davanti al Tribunale penale collegiale di Massa, con l’accusa di avere fatto parte di un’associazione illecita», così, in maniera quasi formale, Valter Picchi, assessore all’ambiente della Provincia di Pisa annuncia il ricevimento del rinvio a giudizio per la vicenda Cermec, insieme ad altre 15 persone. «È una decisione – prosegue Picchi – che vivo con stupore, disappunto ed amarezza. Neanche per l’accusa avrei ottenuto qualche vantaggio da questa mia asserita partecipazione: sembra incredibile, ma è così! E le condotte che dovrebbero dimostrare questa mia partecipazione “no profit” sono condotte che ancora oggi tornerei a tenere e di cui sono assolutamente fiero: continuo a essere convinto che si dovesse trovare il modo per far terminare, una volta per tutte, il conferimento alla discarica di Peccioli dei rifiuti prodotti a Massa e che Massa si dotasse di un impianto, fra l’altro strategico per tutta la costa toscana, di produzione di combustibile da rifiuto. Profonda amarezza, inoltre perché all’udienza preliminare, il giudice inizialmente investito della richiesta di rinvio a giudizio – chiamato a ricoprire altissimi incarichi istituzionali – è stato sostituito da altro giudice di altro Tribunale, quando ormai un’ampia istruttoria era stata compiuta e si trattava solo di tirare le conclusioni. Resto dell’idea che ciò abbia influenzato la decisione finale di rinviare a giudizio tutti gli imputati, scelta che costituisce in realtà – nell’udienza preliminare - la soluzione più deresponsabilizzante, demandando ad altri, ovvero al Tribunale, la parola definitiva sul fondamento dell’accusa mossa. Proprio per questo, non mi perdo d’animo, nella certezza che in sede di giudizio dibattimentale, l’assoluta inconsistenza dell’accusa che mi è rivolta potrà essere agevolmente dimostrata».
In serata sulla questione è intervenuto il presidente della Provincia di Pisa Andrea Pieroni e il segretario provinciale del suo partito, il Pd, chiedendo le dimissioni per l'assessore provinciale pisano all'Ambiente, Valter Picchi in applicazione della Carta di Pisa, il codice etico redatto da Avviso pubblico, la rete di enti locali per la legalità, adottato dalla Provincia. Sia il segretario Pd, Francesco Nocchi, che il presidente della Provincia, Pieroni, gli chiedono di fare un passo indietro. La Carta di Pisa prevede esplicitamente le dimissioni dall'incarico: «In caso - si legge nel codice etico - sia rinviato a giudizio o sottoposto a misure di prevenzione personale e patrimoniale per reati di corruzione, concussione, mafia, estorsione, riciclaggio, traffico illecito di rifiuti, l'amministratore si impegna a dimettersi, ovvero a rimettere il mandato». Nocchi spiega che oltre alle valutazioni «sulla base delle previsioni del codice etico del Pd (sul cui rispetto si esprime il collegio di garanzia)» vi è anche la valutazione conseguente all'adozione delle Carta di Pisa «approvata con delibera della Giunta provinciale, che ci impegna tutti sul piano dell'etica e della responsabilità pubblica», mentre Pieroni sottolinea di avere già chiesto a Picchi «una valutazione di opportunità politica alla luce dei principi della Carta di Pisa». Per Nocchi il rinvio a giudizio una «notizia del tutto inattesa. Comprendo lo scoramento di Picchi e sono fiducioso che «la magistratura sarà in grado, auspichiamo in tempi rapidi, di chiarire le responsabilità in modo definitivo».
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