Il Tirreno

Pontedera

Un calendario di 11 mesi, sui palcoscenici del mondo

Un calendario di 11 mesi, sui palcoscenici del mondo

Gli spettatori adottati e quelli baby potranno dormire una notte nella struttura Tutte le attività nate in città e che vengono rappresentate in Italia e all’estero

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PONTEDERA. Ogni mese è un lungo depliant che racconta - come una specie di calendario - ogni giorno quale attività, produzione teatrale “made in Pontedera” si tiene in città, in Italia o nel mondo. Sarà così per undici mesi: tutto il 2014, escluso luglio. Perché quest’anno, è il quarantesimo anniversario dell’esperienza teatrale di Pontedera. «Se li guardiamo dall’alto questi calendari – dice il direttore Roberto Bacci – lo sforzo che raccontano è enorme. È l’identità del teatro di Pontedera: ogni giorno, in Italia o nel mondo c’è una attività del teatro». In questo momento, ad esempio, il Workcenter sta lavorando a New York; a Rio de Janeiro in Brasile sarà presentata a breve una trilogia di Pirandello e Bacci stesso, da regista, sarà in Romania con una produzione del teatro Era.

Tanta attività, tante energie. A dispetto dei 40 anni di questa esperienza teatrale, nata da un gruppo amatoriale e divenuta, nel corso del tempo, un punto di riferimento della cultura teatrale contemporanea. L' attività del Teatro di Pontedera si è andata sviluppando verso esperienze di ricerca, produzione di opere teatrali, realizzazione di festival internazionali, formazione per attori e registi, editoria legata ai bisogni di riflessione storica delle nuove generazioni, lavoro con il teatro nelle realtà sociali urbane ed extraurbane.

Nel corso dell’anno la Fondazione ha ideato alcuni progetti speciali che, se collegati all'attività del Workcenter e alle iniziative realizzate all'estero, possono offrire l'immagine di quello che il direttore della Fondazione Roberto Bacci intende come "teatro intimamente aperto al mondo".

I progetti speciali. Rappresentano l'apertura di nuove strade che portano ad un rapporto diverso con lo spettatore. È appena partita la seconda edizione del progetto “50 spettatori da adottare”, diretto da Roberto Bacci. Venti incontri, con cadenza settimanale, per affrontare alcune tematiche importanti, un viaggio dentro il fare teatrale in cui attori e registi saranno le guide ed i compagni di questa nuova avventura. Silvia Pasello, Renzo Lovisolo, Bustric, Paolo Benvenuti e Paola Baroni, Cesar Brie, Walter Siti, Daniel Pennac sono solo alcuni dei nomi degli artisti che ci accompagneranno in questo progetto. Walter Siti, premio Strega, realizzerà anche un lavoro sul quartiere di Fuori del Ponte, mentre è previsto anche un progetto che si chiama “Sognare in teatro” che porterà i 50 spettatori a trascorrere una notte all’interno del teatro, nel quale dormiranno.

Inizierà sabato 25 gennaio “Extra pontem”, progetto del Comune di Pontedera e della Fondazione Pontedera Teatro nel quartiere Fuori del Ponte, che si concluderà a giugno con uno spettacolo teatrale in cui saranno protagonisti gli stessi abitanti. Curato dalla giovane regista danese Anna Stigsgaard il progetto prevede ogni mese un appuntamento in un luogo diverso con storie, musiche, paesaggi e passi di danza per conoscere e far conoscere il quartiere a passo d'uomo.

A giugno avremo l'”Era delle cadute”, produzione collettiva di dieci giovani gruppi teatrali e artisti singoli - Carrozzeria Orfeo, Lo Sicco / Civilleri, LeVieDelFool, Scenica Frammenti, Anna Stigsgaard, Carullo - Minasi, Macelleria Ettore, Teatro dei Venti, Teatro delle Bambole, Debora Mattiello - allo spazio del Teatro Era. Il progetto segue l'incontro di lavoro e di conoscenza reciproca realizzato nel 2013: a giugno daranno vita, nella cornice di Fabbrica Europa, a una produzione collettiva: un’unica opera intorno a un tema prescelto, un site specific ideato appositamente per gli spazi del Teatro Era.

Teatro Era. Gli spettacoli ospitati al Teatro Era nel corso del 2014 saranno di generi e artisti molto diversi tra loro. Inizia la programmazione il 12 gennaio un'attrice icona della ricerca teatrale come Silvia Pasello accompagnata dal musicista Ares Tavolazzi con la nuova produzione “Dell'amore immortale”, il 31 gennaio e l'1 febbraio Marta e Diego Dalla Via” con lo spettacolo vincitore dal Premio Scenario 2013 “Mio figlio era come un padre per me” e “Veneti fair”. A febbraio torna a Pontedera un grande maestro della scena internazionale come César Brie, con due spettacoli (In fondo agli occhi, diretto da Brie e interpretato da Gianfranco Berardi, in scena venerdì 7, e Il mare in tasca, scritto, diretto e interpretato da César Brie, sabato 8) e un laboratorio, Pensare la scena. Ricerca su Simone Weil, da lunedì 3 a giovedì 6. Venerdì 14 sarà il momento di Massimo Verdastro, in scena con Il padiglione delle meraviglie di Ettore Petrolini. Il venerdì successivo, 21 febbraio, Giuseppe Battiston sarà diretto da Giorgio Gallione ne L'invenzione della solitudine di Paul Auster. Il 22 marzo “La parola padre”, drammaturgia e regia Gabriele Vacis.

Il 29 marzo il Teatro minimo sarà in scena con Il guaritore, spettacolo che sta riscuotendo un vasto successo di pubblico e di critica, vincitore del Premio Riccione. Chiude la programmazione l'11 aprile il Theatre du Bouffes du Nord che presenterà a Pontedera in esclusiva per la Toscana Journal d'un corp (Diario di un corpo) di e con Daniel Pennac.

Teatro Era dei bambini. Ampio spazio al teatro ragazzi, attività pianificata da quattro anni. La programmazione da febbraio a settembre si articolerà in tre sezioni, la prima delle quali indirizzata alle scuole dell'obbligo. Dedicato alle scuole materne, (mercoledì 15 e giovedì 16 gennaio) lo spettacolo Voci scritto, diretto e interpretato da Claudio Milani/Latoparlato. Riservato alle scuole elementari e medie inferiori La bicicletta rossa, spettacolo di Principio attivo teatro, programmato per giovedì 23 e venerdì 24 gennaio. Al primo ciclo scuole elementari è riservato, giovedì 20 febbraio, Ernesto roditore guardiano di parole della compagnia Nonsoloteatro.

È dedicato alle scuole materne e al primo ciclo elementari lunedì 14 Aprile La pecora nera di Teatro distinto. La seconda parte della programmazione prevede spettacoli per le famiglie.

La terza parte è occupata da “C'era una notte... Pinocchio”, esperienza notturna a teatro per ragazzi dai 7 agli 11 anni, un vero e proprio progetto sperimentale a cura della Fondazione Pontedera teatro che coinvolgerà per cinque notti cinque gruppi di quindici bambini. I bambini passeranno la notte in teatro senza la presenza dei genitori, affidati a personale adeguatamente formato, divertendosi con piccoli spettacoli, musica, racconti prima di addormentarsi. Il progetto sarà realizzato in giorni prefestivi in modo da non danneggiare la normale attività scolastica.

Festival. La Fondazione Pontedera Teatro, all'interno del programma del Festival Fabbrica europa a Firenze, realizza una sezione teatrale internazionale, quest'anno prevalentemente incentrata su un focus sui "teatri dell'est".

Dedicato invece alle giovani compagnie italiane è il festival Collinarea che la Fondazione Pontedera Teatro gestisce e dirige insieme alla compagnia Scenica Frammenti. Il festival si svolgerà ad agosto, nelle strade e nelle piazze della storica cittadina di Lari.

Editoria e archivio. Altri due progetti sono in fase di realizzazione quest’anno: in autunno uscirà il primo volume dei testi di Jerzy Grotowsky - per ora uscita solo in Polonia e curata da Carla Pollastrelli. Mentre in collaborazione con le Università di Roma 3 e di Pisa, la Fondazione sta costruendo il suo archivio, andando avanti con la catalogazione del materiale -fotografico e di testi - frutto anche di donazioni.

Il sindaco. Alla presentazione dei primi due mesi di attività della Fondazione erano presenti l’assessore alla cultura Liviana Canovai e il sindaco Simone Millozzi. «Un grande risultato – spiega il primo cittadino – Questa struttura ci rappresenta nel mondo. Ed ha una importanza straordinaria per una comunità: il senso civico nasce se si sviluppano le culture. E una comunità può crescere proprio grazie al fatto che si innervano, nel territorio, elementi di cultura. Noi di strutture che dobbiamo sostenere ne abbiamo molte, anche se dobbiamo fare i conti con le risorse che sono sempre meno e con alcune attività che, per colpa dei minori contributi vanno ripensate. È grazie alla cultura che si sono aperte nuove sfide, si lavoro e di forma.

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