Il Tirreno

Pontedera

La Biancoforno si divide e sponsorizza anche il Pisa

di Tommaso Silvi
La Biancoforno si divide e sponsorizza anche il Pisa

Luca Lami, uno dei titolari: «Il nostro marchio ha bisogno di più visibilità i nerazzurri possono ambire a platee più importanti. Non lasceremo Pontedera»

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PONTEDERA. Le squadre di Prima divisione targate Biancoforno diventano due. Oltre al Pontedera, ora si aggiunge anche il Pisa. La notizia è diventata ufficiale nel pomeriggio di mercoledì, quando un comunicato sulla pagina Facebook, l’ac Pisa 1909 ha reso noto l’ingresso in qualità di sponsor dell’industria dolciaria con sede a Fornacette. La stessa che nell’ottobre scorso acquisì il 30% delle quote societarie dei granata, e che dalla prossima gara di campionato campeggerà col suo marchio anche sulle maglie nerazzurre. L’accordo tra il presidente del Pisa Carlo Battini e la Biancoforno è stata siglato in tempi record, generando lo stupore dei tifosi pontederesi. Nessuno si aspettava una doppia partnership da parte del colosso alimentare, tantomeno all’interno di due formazioni che militano nello stesso campionato. Per fare luce sulla vicenda è intervenuto Luca Lami, amministratore delegato della Biancoforno: «È importante specificare che non abbiamo agito in segreto. I vertici societari del Pontedera sapevano che avremmo firmato un contratto di sponsorizzazione con il Pisa». Il perché della scelta viene svelato poco dopo, sempre dalle sue parole: «Stiamo cercando di ripristinare la visibilità che avevamo acquisito con la pallavolo. Il nostro marchio ha bisogno di pubblicità, e la possibilità di inserirlo sulla divisa del Pisa rappresenta per noi una bella occasione». Non si tratta quindi di un cambio di sponda, ma di un ampliamento dettato dalla necessità di far conoscere a un pubblico sempre più numeroso il logo Biancoforno. Anche perché l’interesse della famiglia Lami verso la squadra della città della Vespa resta vivo. «Ci tengo a precisare che nel Pontedera svolgiamo 2 ruoli. Il primo è quello di soci, dato che la mia famiglia ha acquistato il 30% delle quote. Ma facciamo anche da sponsor per la prima squadra, come azienda».

Scongiurate anche le voci che ipotizzavano una possibile rottura dei Lami col resto della dirigenza granata. Sul rapporto con gli altri soci pontederesi, Luca Lami si esprime così: «Il nostro è un lavoro che procede in totale sinergia. Siamo entrati a far parte di questa grande famiglia perché crediamo nel progetto. La dirigenza ha dato la sua disponibilità alla realizzazione delle nostre idee e il prossimo passo sarà quello di trasformarle in azioni concrete».

Ma perché proprio il Pisa, tra le tante squadre toscane che militano nei massimi campionati di calcio?

«Abbiamo scelto il Pisa perché crediamo che questa realtà debba ambire come minimo alla serie B – spiega – E se in questo senso il nostro contributo può essere d’aiuto, ben venga. Pontedera e Pisa sono diverse. La prima, con la promozione in Prima divisione, ha raggiunto il top delle sue ambizioni. Dall’altra parte c’è una città che ha vissuto la serie A, e che ora con Battini sta provando a tornare grande». A proposito del presidente neroazzurro, Luca Lami si sbilancia in un paragone importante: «Mi ricorda molto Romeo Anconetani. Vive le vicende della sua squadra con l’entusiasmo di un ragazzino, ma quando serve sa come mantenere la lucidità e agisce sempre nel bene della società che presiede, illustrando i progetti futuri in maniera seria». L’amministratore delegato dell’azienda leader nell’arte pasticcera conclude buttando un occhio al futuro: «Mi piace pensare che fra qualche anno il Pisa potrebbe fare da punto di riferimento per le altre realtà calcistiche della zona. Potrebbero prendere vita collaborazioni importanti, in grado di elevare ai massimi livelli il prestigio delle squadre della provincia».

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