Il Tirreno

Pontedera

il voto

Anche a Montopoli è flop il consiglio sceglie il rinvio

Anche a Montopoli è flop il consiglio sceglie il rinvio

MONTOPOLI VALDARNO. Unione dei Comuni rinviata anche nel consiglio comunale di Montopoli. Una bocciatura annunciata quella della seduta di mercoledì, in cui l’approvazione dello Statuto richiedeva l’a...

2 MINUTI DI LETTURA





MONTOPOLI VALDARNO. Unione dei Comuni rinviata anche nel consiglio comunale di Montopoli. Una bocciatura annunciata quella della seduta di mercoledì, in cui l’approvazione dello Statuto richiedeva l’appoggio dei due terzi del consiglio. Compatto, tuttavia, il voto contrario delle minoranze, Montopoli Futura e Gruppo Misto: 7 no contro i 9 voti a favore del Pd, che negli ultimi mesi ha dovuto comunque limare alcune perplessità interne, legate, in particolare, al vecchio tema della collocazione sanitaria del Comune. Adesso, come già successo a San Miniato e Santa Croce, l’approvazione richiederà altri due consigli nell’arco di un mese, nei quali basterà l’appoggio della metà più uno dei consiglieri.

Il primo round, intanto, si è portato via oltre 3 ore di discussione serrata, nelle quali le opposizioni hanno ribadito le critiche nei confronti della nascente Unione. Cambio di rotta da parte del Gruppo Misto, che nel 2012 avevano votato a favore della mozione per il via libera al percorso verso l’Unione. «Avevamo posto delle richieste – ha ricordato Maria Vanni (Psi) – sottolineando la necessità di un coinvolgimento della popolazione e delle altre forze politiche nella stesura dello Statuto. Invece non è avvenuto niente di tutto questo. Chiediamo quindi l’avvio di un percorso di partecipazione». Analoga la posizione di Montopoli Futura, che da ottobre ha lanciato invece l’idea della fusione: «I cittadini si aspettano qualcosa di concreto – ha detto Stefano Gronchi – dovremmo avere il coraggio di essere più innovativi». Una proposta, quella della fusione, definita come «pura demagogia» dai banchi della maggioranza.

«L’Unione non esclude la fusione – ha aggiunto il vicesindaco Giovanni Capecchi –, ma da qualche parte occorre partire. A differenza della fusione l’Unione è una forma reversibile, e permette di cominciare a uniformare certe politiche, per esempio quelle di bilancio».

Da parte dell’opposizione, per bocca di Giuseppe Novino (Rifondazione), è stata avanzata la richiesta di un rinvio, «anche in virtù dell’appuntamento elettorale». «Sono allibita da certe affermazioni: i consigli comunali cessano la loro attività a 40 giorni dalle elezioni», ha risposto il sindaco Alessandra Vivaldi, elencando i servizi che già vengono gestiti in forma associata fra i quattro Comuni. «La differenza – ha affermato – è che finalmente ci saranno degli organi per valutare queste attività. L’obiettivo è quello di continuare a operare nell’interesse dei cittadini, in un momento in cui rischiamo concretamente di dover tagliare i servizi».

Giacomo Pelfer

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa