Sicurezza
Il tabaccaio: «La madre del giovane è venuta a scusarsi»
«Non sarà facile dimenticare quella pistola... Non ho avuto nemmeno il tempo di rendermi conto di quello che succedeva e mi sono trovato con quel rapinatore che chiedeva i soldi e aveva un’arma...
«Non sarà facile dimenticare quella pistola... Non ho avuto nemmeno il tempo di rendermi conto di quello che succedeva e mi sono trovato con quel rapinatore che chiedeva i soldi e aveva un’arma puntata contro di me». Dario Di Nasso, titolare della tabaccheria di Cascina presa di mira dallo studente di 19 anni racconta i momenti della rapina e il successivo intervento dei carabinieri che in pochissimo tempo hanno arrestato l’autore del colpo e recuperato la refurtiva. «Quel giovane è entrato e subito mi ha chiesto i soldi che erano nella cassa. Ho preso quello che avevo e gliel’ho dato», continua il commerciante. Un’esperienza di quelle che segnano, inutile negarlo. «I soldi li ho recuperati – aggiunge – me li hanno restituiti i carabinieri di Cascina. Voglio ringraziare i militari per il lavoro che hanno svolto. In poco tempo hanno risolto la vicenda».
A Cascina la storia della rapina e dell’arresto non è rimasta riservata a lungo. I primi a dispiacersi per la brutta storia sono stati i familiari del giovane. «Oggi (ieri per chi legge, ndr) è venuta la madre del ragazzo – racconta il tabaccaio – È entrata per comprare le sigarette ma poi si è presentata e mi ha chiesto scusa per il comportamento del figlio». Una donna ferita, una madre preoccupata per il figlio. «Lei si sente coinvolta – spiega il tabaccaio – è venuta per dirmi che sono una famiglia che nn dà fastidio a nessuno e che sono dispiaciuti per quello che è successo. Un gesto che ho apprezzato anche se non è facile evitare di pensare a quello che ho provato l’altra sera quando mi sono trovato con quella pistola puntata contro».
Le fasi della rapina sono state riprese anche dalle telecamere della videosorveglianza interna al negozio.
È stato grazie a queste immagini oltre che per il racconto dei familiari del ragazzo che le indagini sull’assalto alla tabaccheria hanno preso subito la strada giusta. Cosa abbia spinto il giovane a compiere quel gesto dopo la violenta lite in famiglia non è chiaro. Lui aveva litigato con il padre, così hanno spiegato, che cercava di convicerlo a riprendere gli studi.
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