Il Tirreno

Pontedera

Sorpresa, siamo tutti un po’ più ricchi

di Manolo Morandini

La fotografia delle dichiarazioni al Fisco tra il 2007 e il 2011 regista un incremento diffuso del reddito imponibile

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PONTEDERA. Scoprirsi più ricchi, ma avvertire il peso di una precarietà crescente. Avere più soldi in tasca eppure vivere nella convinzione che il tunnel della crisi ci ha resi tutti un po’ più poveri. A scorrere i dati dei redditi alla base delle dichiarazioni presentate nel 2007 e nel 2011 dai contribuenti della Valdera, diffusi dall’Agenzia delle entrate, si scopre un territorio che sembra aver retto i contraccolpi di una lunga congiuntura in rosso. Il tutto con l’avvertenza che trattandosi di cifre comunicate al Fisco il quadro in positivo potrebbe avere colori più floridi di quelli che emergono dai dati. Ma anche la consapevolezza che l’imponibile Irpef da un anno all’altro può subire oscillazioni non solo per gli escamotage a cui ricorrono i furbetti, ma anche per la perdita di reddito.

Il segno più è la costante in tutto il territorio, semmai a calare, in alcuni casi, è il numero dei contribuenti nell’arco del quadriennio preso in esame. Soprattutto a Pontedera dove si registra un pesante -2,86%, ovvero l’anagrafe tributaria dal 2007 al 2011 ha registrato la perdita di quasi cinquecento persone. Altra costante è lo scaglione di reddito in cui si colloca il grosso degli abitanti della Valdera, quello dai 15mila ai 20mila euro. L’altro più numeroso si spinge fino a quota 26mila.

In alcuni territori la crescita media del reddito si accompagna a quella del numero dei contribuenti. Tra i casi degni di nota ci sono Bientina e Calcinaia che registrano un incremento in termini di contribuenti rispettivamente del 7,28% e del 10,87%. Anche Capannoli si distingue nel panorama della Valdera con un +8,63%. E in tutti e tre i comuni la crescita del reddito medio procapite segue lo stesso trend in positivo del numero di contribuenti. Due segni più che messi insieme danno l’impressione che tutti siano alla fine dei quattro anni un po’ più ricchi. Come a Lajatico, dove a fare la differenza e soprattutto un contribuente illustre come il tenore Andrea Bocelli.

È il dilemma delle statistiche che nello sforzo di fare sintesi trascurano le individualità e gli effetti di una crisi che è spesso al centro delle cronache. Attività che cessano, imprese in difficoltà, lavoratori costretti a fare i conti con redditi ridotti per il ricorso agli ammortizzatori sociali, la disoccupazione e il lavoro che non c’è. Lo raccontano anche le amministrazioni comunali come sia cresciuta la pressione sulle voci di spesa sociale e per le agevolazioni economiche legate all’abbattimento delle tariffe.

C’è una zona grigia, insomma, che rischia di restare indietro. Lo si scopre scorrendo la lista dei redditi su Pontedera. Qui i contribuenti sono stati suddivisi in macro classi, secondo scaglioni di reddito indicativi della qualità di vita.

Si scopre così che le classi con reddito al di sotto dei 20mila euro si stanno riducendo e che in quella al di sotto dei 5mila è più marcata la contrazione del reddito medio rispetto al calo del numero dei contribuenti. Mentre a sorridere c’è uno spicchio di persone in più. Oltre settecento quelle che nel quadriennio sono andate ad infoltire gli scaglioni dai 20mila euro di reddito in sù. Il grosso, nel dettaglio, si colloca nella fascia di imponibile dai 20mila ai 40mila euro (506 contribuenti), ci sono poi 170 nuovi benestanti con redditi tra i 40mila e il 70mila euro e tra gli agiati, oltre i 100mila euro, sono 29 le new entry.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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