La manifestazione
Col 2014 alcuni negozi non riaprono
Continua la moria di storiche attività per le vie del centro. Serrande giù anche per “Limoni”
PONTEDERA. La crisi cancella con un colpo di spugna alcuni negozi del centro di Pontedera, che con l’inizio dell’anno hanno rinunciato a riaprire le saracinesche. Scompaiono così negozi storici come la Valigeria Moderna che da piazza Cavour negli ultimi anni si era trasferita in via Saffi in un fondo commerciale meno costoso dal punto di vista dell’affitto. A fine dicembre il titolare aveva informato la clientela della drastica decisione. Pochi affari e prospettive poco sicure al punto da decidere di chiudere un’attività che in passato è stata tra quelle che hanno contribuito all’immagine di una Pontedera a vocazione commerciale. Tra i negozi storici, quelli portati avanti da famiglie che per generazioni hanno fatto lo stesso lavoro, si registra anche la chiusura del ciclista Zapier in via Roma, luogo fisso di incontro per sportivi e soprattutto per appassionati delle due ruote. In via Roma a fine dicembre ha chiuso anche il negozio di abbigliamento Sofì. Se in via Saffi, sul lato della valigeria, è rimasto aperto solo il tabaccaio, in via Roma si registra un timido ricambio. E tra negozi che chiudono c’è anche chi tenta nuove aperture: è il caso della yougurteria aperta recentemente.
Tornando verso il centro una delle chiusura più clamorose è quella della profumeria Limoni nella piazza davanti al municipio. Lungo corso Matteotti hanno chiuso i battenti anche un negozio di scarpe, “Otisopse”, che non ha avuto lunga vita, così come il negozio che vendeva complementi per la casa vicino al Caffè del Duomo.
Tra ristrutturazioni (c’è chi ha ridotto la superficie dei negozi) e chiusure (alcune ampiamente annunciate dai tempi di crisi) per il commercio pontederese continua un periodo nero.
La crisi, oltre alla presenza di tanti centri commerciali, si fa sentire più del previsto e costringe molte attività a ripiegare sulle chiusure per evitare il rischio di un fallimento o comunque di imbattersi in difficoltà economiche difficili da gestire.
Il colpo d’occhio che si ha passeggiando nelle strade del centro non è incoraggiante: molti fondi commerciali sono sfitti. L’elenco delle attività che sono a rischio chiusura è sempre in aggiornamento. Pontedera, oltre a dover fare i conti con “pezzi” della città che traslocano, come la sezione distaccata del tribunale di Pisa o la centrale operativa del 118, è chiamata a misurarsi anche con un tessuto economico che conosce sempre di più, ogni giorno che passa, gli effetti della crisi, di fabbriche che chiudono, di famiglie che restano senza lavoro.(s.c.)
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