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Accoltella il padre e va a fare una rapina

Accoltella il padre e va a fare una rapina

Cascina: il giovane, 19 anni, è stato arrestato dai carabinieri dopo l’assalto a mano armata ad una tabaccheria. Subito in libertà

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CASCINA. Litiga con il padre che cerca invano di convincerlo a tornare a scuola, e alla fine lo prende a pugni e lo ferisce con un coltello a un braccio. Poi il giovane, 19 anni prende la Punto grigia del padre e va a rapinare una tabaccheria lungo la Tosco Romagnola a Cascina, a due passi da casa. Punta una pistola contro il tabaccaio che gli consegna oltre mille euro che sono nella cassa , ma che poi da l’allarme ai carabinieri appena il ragazzo, armato di una pistola ad aria compressa e col volto coperto da un passamontagna, lascia la tabaccheria (alle 21 dell’altra sera).

In pochi minuti il diciannovenne è di nuovo a casa, parcheggia per strada la Punto, entra in salotto e mostra al padre un pacco di banconote da 50 euro ed esce per andare al bar dagli amici. Non immagina che presto arriveranno i carabinieri. I militari lo arrestano per rapina aggravata e maltrattamenti in famiglia aggravati dal fatto che il diciannovenne è accusato di avere picchiato e ferito con un coltello un familiare. La svolta nelle indagini sulla rapina alla tabaccheria arriva quando i carabinieri, allertati in un primo momento per la lite in famiglia, arrivano nella casa dove padre e figlio avevano discusso. Trovano il padre col volto tumefatto che racconta la sua disperazione per un figlio che non lavora e non vuole continuare gli studi. L’uomo si sfoga, non nasconde che il figlio dopo le botte è uscito di casa per poi ritornare con tanti soldi e uscire di nuovo.

L’auto del genitore è la stessa vista fuggire dalla rapina nella tabaccheria. Sul sedile c’è lo zaino del figlio con la pistola ad aria compressa e il passamontagna. «So che ha una pistola» avrebbe detto il padre. I carabinieri mettono subito insieme i vari tasselli. Trovano il ragazzo in un bar insieme ad altri coetanei. In tasca ha i soldi della rapina (1.250 euro). Immediato l’arresto, ma il pm di turno ritiene che vada applicata la misura degli arresti domiciliari. La famiglia però prende tempo e non è d’accordo considerato l’atteggiamento violento del giovane. Risultato? L’autore della rapina resta indagato per i gravi reati ma in tarda serata torna in libertà (qualcuno lo vede di nuovo al bar...) in attesa dell’udienze di convalida. (s.c.)

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