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Rifiuti, si paga di più perché i negozi sono più piccoli

Rifiuti, si paga di più perché i negozi sono più piccoli

In consiglio comunale la discussione sui motivi per cui la Tares di San Miniato è quasi il doppio di Pontedera

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SAN MINIATO. Le imprese e i negozi di San Miniato si scoprono decisamente più piccoli di quelli di Pontedera, tanto da giustificare aliquote tariffarie sui rifiuti di quasi il doppio rispetto a quelle applicate nella città della Vespa. Sarebbe questa la ragione della disparità di trattamento fra gli utenti delle due città in base alle aliquote stabilite da Geofor per la Tares, la nuova imposta sui rifiuti. A segnalare il caso, con un’interrogazione, era stato il gruppo Forza Italia-Pdl di San Miniato, confrontando i coefficienti applicati alle utenze non domestiche nei due comuni. Era così emerso che le aliquote al metro quadro applicate nella città della Rocca risultano quasi sempre superiori a quelle della città della Vespa, con differenze più sostanziose nella parte variabile della tariffa, dove si arriva in alcuni casi quasi al doppio. Per uffici, agenzie e studi professionali, ad esempio, lo scarto è fra 6,30 euro al metro quadro per San Miniato e 3,70 a Pontedera. Differenze consistenti anche per carrozzerie e autofficine (da 5,60 a 3,67), per i ristoranti (21 euro contro 12), per ortofrutta, fiorai e pizzerie (da 27,50 a 16,40) e così via per 29 categorie merceologiche su 30.

A spiegare i motivi di queste differenze, nell’ultimo consiglio comunale, è stato l’assessore al bilancio Gianluca Bertini, precisando che «il costo complessivo del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti risulta decisamente superiore a Pontedera rispetto a San Miniato: 7 milioni e 170mila euro contro 4 milioni e 729mila». «Il Comune di Pontedera – ha spiegato Bertini – ha stabilito che il 48% del costo complessivo è a carico delle utenze domestiche e il 52% di quelle non domestiche. Nel nostro comune, invece, la ripartizione è fra il 66,75% per l’utenza domestica e il 33,25% per quella non domestica. Ciononostante, il costo medio pro capite dell’utenza domestica è pari a 121 euro per ogni abitante di Pontedera contro i 114 di San Miniato. Il problema delle utenze non domestiche, invece, nasce dal fatto che le superfici rilevate sono considerevolmente inferiori nel nostro comune. Pertanto, dato che il costo è ripartito su una superfice imponibile assai più bassa, questo determina aliquote al metro quadro più elevate».

A determinare uno scarto tanto consistente, tuttavia, sarebbe anche la presenza di diverse aziende, sul territorio di San Miniato, che non risultano ancora registrate all’anagrafica di Geofor. «A tal proposito – ha reso noto l’assessore – dallo scorso luglio è iniziato un lavoro di controllo che ha già portato all’individuazione di un centinaio di aziende che non risultavano iscritte e che si sono regolarizzate».

Nello stesso consiglio comunale, è arrivata in discussione anche un’interrogazione dei Comunisti Uniti, nella quale si chiedeva conto della riduzione del servizio di raccolta degli ingombranti decisa dall’amministrazione, unita alla diminuzione di alcuni giri di raccolta porta a porta per le utenze non domestiche. Il tutto a fronte di un aumento del costo di conferimento in discarica e quindi delle bollette a carico dei cittadini. Nella risposta, la giunta ha spiegato che «non si registrano problematiche, grazie soprattutto all’aumento dei conferimenti diretti dei cittadini presso la stazione ecologica», sottolineando invece come l’aumento del costo di conferimento derivi soprattutto dal fenomeno dell’abbandono di rifiuti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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