Il Tirreno

Pontedera

Esposto di sessanta famiglie al prefetto

di Cristiano Marcacci
Esposto di sessanta famiglie al prefetto

Castelfranco di Sotto: anche nell’inverno rimane insostenibile la situazione nel quartiere dell’Orto di San Matteo

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CASTELFRANCO DI SOTTO. L’estate è finita da un pezzo, ma le temperature rigide e il buio che arriva molto prima non scoraggiano affatto bulli e vandali. E così il quartiere dell’Orto di San Matteo a Castelfranco di Sotto si ritrova a convivere coi problemi di sempre, più volte denunciati a grande voce negli ultimi mesi. Schiamazzi, danni e gravi mancanze di rispetto nei confronti dei residenti a tutte le ore del giorno e della sera. Per i castelfranchesi, in particolare gli anziani, i più indifesi, via Solferino e dintorni sono diventati una zona da evitare. I giovani che sono soliti ritrovarsi qui demordono solo quando transita una pattuglia della polizia municipale oppure una macchina dei carabinieri. Poi, dopo che si allontanano, la situazione torna la medesima.

La protesta delle famiglie abitanti nelle vicinanze si alza di livello. Dopo le molteplici lettere scritte a Comune, vigili urbani e carabinieri e le frequenti sollecitazioni telefoniche ad intervenire, ora c’è la decisione di rivolgersi al prefetto. Proprio in questi giorni, è in fase di preparazione un dossier che sarà firmato da circa 60 persone e che sarà inviato al dottor Francesco Tagliente. A quest’ultimo verrà evidenziato il grado di esasperazione a cui sono arrivati gli abitanti del quartiere dell’Orto di San Matteo, che vorrebbero solamente riacquistare la loro tranquillità e far finalmente diventare un luogo aperto alla frequentazione di tutti i locali giardini pubblici, dove peraltro è stato ultimamente allestito il cantiere per la realizzazione del fontanello comunale, già preso di mira, anche questo, dai bulli-vandali. L’esposto al prefetto sarà abbastanza corposo, perché sarà corredato dalle varie lettere precedenti scritte dai residenti e dalle copie degli articoli degli organi di stampa che si sono ripetutamente occupati della vicenda.

«L’unica differenza che c’è – ci racconta una delle donne che firmeranno l’esposto al prefetto e che abbiamo incontrato nel corso della nostra visita al quartiere – tra l’estate e l’inverno è che le urla, le pallonate sulle auto con relativi danni, i vandalismi, gli schiamazzi e le offese ai passanti si sono un po’ limitati nell’orario. Per il resto, non è cambiato assolutamente nulla rispetto al 22 maggio del 2013, quando spedimmo la prima lettera, denunciando la situazione, all’amministrazione comunale. Anzi, per certi versi le cose sono anche peggiorate, visto che polizia municipale e carabinieri hanno allentato la morsa dei controlli. L’ultima volta che personalmente ho chiamato i carabinieri mi hanno risposto che erano impegnati per i tanti furti che ci sono nella zona».

«Non è possibile andare avanti così – continua lo sfogo della donna –. Non posso portare fuori il cane se non all’ora di cena, perché veniamo bersagliati dai petardi che ci fanno scoppiare tra le gambe e le zampe. Ho dovuto rinunciare anche a fare i turni di volontariato alla Croce Rossa perché ho paura ad uscire di casa da sola. Qualcuno deve far qualcosa. Speriamo nel prefetto».

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