Sicurezza
Boom di concordati in bianco le domande passano da 17 a 64
PISA. È un boom che conferma un andamento nazionale quello delle richieste di ammissione al concordato preventivo. Siamo quasi al triplo delle domande presentate rispetto allo stesso periodo di...
PISA. È un boom che conferma un andamento nazionale quello delle richieste di ammissione al concordato preventivo. Siamo quasi al triplo delle domande presentate rispetto allo stesso periodo di riferimento: 64 invece di 17 con un incremento del 276 per cento.
C’è un motivo per cui le istanze per accedere al concordato preventivo hanno subìto un aumento esponenziale.
Il presidente del Tribunale, Salvatore Laganà lo spiega così: «L'incremento si ricollega sia al fatto che il dato precedente non era significativo, in quanto molti imprenditori hanno atteso l'entrata in vigore l’ 11 settembre 2012 della recente riforma, sia alla possibilità, introdotta dalla legge 83/2012, di depositare ricorso per concordato preventivo con riserva di presentazione della proposta e del piano ha reso obiettivamente più accessibile la procedura concordataria».
È il cosiddetto “concordato in bianco” che, nelle intenzioni del legislatore, doveva servire a garantire la continuità aziendale alle imprese in difficoltà, ma con concrete possibilità di rilancio. Di fatto vengono bloccate immediatamente al momento della presentazione in Tribunale della domanda - nonostante l'assenza di un piano che l'impresa deposita nell'arco di 60/120 giorni - le azioni esecutive (decreti ingiuntivi) dei creditori. È questo consente all'imprenditore onesto, ma in difficoltà per la crisi economica mondiale, di liberarsi dell'indebitamento in eccesso preservando però la continuità aziendale.
La pendenza finale dei procedimenti di concordato preventivo è di 30 a fronte di una pendenza iniziale di 10, mentre nel periodo di osservazione ne sono stati definiti 44 (di cui soltanto 5 omologati; il dato comprende tuttavia anche le archiviazioni per mancata presentazione della proposta nel termine concesso dal Tribunale.
«Occorre ancora precisare che questo dato assume come termine della pendenza della procedura di concordato preventivo la definizione del procedimento di omologazione, ma sono ancora in corso di esecuzione presso questo Tribunale 71 concordati preventivi omologati, la cui attività di vigilanza impegna in maniera rilevante l'ufficio – conclude il presidente Laganà -. In generale si può affermare che, sebbene i tempi dello smaltimento delle procedure (istanze di fallimento e ricorsi per concordato preventivo) siano molto contenuti, la durata delle procedure aperte o omologate risente delle condizioni del mercato e della lungaggine del contenzioso civile».(p.b.)
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