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UNIONE DEI COMUNI/1 Si nasconde la realtà dietro ad un dito Ho letto attentamente le dichiarazioni dei colleghi sull’argomento Unione Valdera e l’ipotesi Unione Alta Valdera, che come si evince...

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UNIONE DEI COMUNI/1

Si nasconde la realtà

dietro ad un dito

Ho letto attentamente le dichiarazioni dei colleghi sull’argomento Unione Valdera e l’ipotesi Unione Alta Valdera, che come si evince coinvolge i comuni di Chianni, Lajatico, Peccioli e Terricciola, e prendo atto che ognuno con proprie posizioni legittime e ben motivate cerca di nascondersi dietro ad un dito rispetto alla realtà. Concordo con il presidente dell’Unione Valdera sul fatto che la Valdera unita, per alcune politiche di area, può essere un’opportunità da mantenere e per gestire al meglio alcune scelte territoriali.

Trovo invece fuori luogo le dichiarazioni del sindaco di Capannoli che incalza nuovamente con l’argomento “fusione” quando, se ha senso la democrazia, in tutti e 6 i comuni dell’Alta Valdera è stato detto di no alla fusione, nel caso di Peccioli, Palaia e Capannoli con un percorso strutturato per gli altri 3 con un atto di indirizzo per gestire i servizi in convenzione come previsto ed ammesso dalla legge. Ma noto come oggi si metta al centro dell’argomento, forse per mantenere un’egemonia territoriale condivisibile in parte, il Polo Alta Valdera, il quale rappresenta la storia di questo territorio sulle forme associative, ma il quadro normativo dal 2008 (anno della costituzione dell’Unione) ad oggi è drasticamente cambiato; è cambiato al punto che oggi 5 Comuni su 13 della Valdera sono obbligati ad associare funzioni fondamentali ma in realtà sono servizi ai cittadini (urbanistica, lavori pubblici, ragioneria, ecc.). Credo che si pensi troppo alla forma prima di capire gli effetti e l’opportunità di scegliere una soluzione che sia dimensionata alle esigenze dei cittadini, che non è “campanilismo” in quanto questi Comuni sono precursori di processi associativi già avvenuti ancor prima dell’unione, ma non si può pensare che l’unica via sia quella di superare le autonomie locali che rappresentano l’ultimo baluardo di dialogo con i territori, come fu dichiarato nelle fasi delle fusioni.

Non dimentichiamo che è ancora in sospeso il ricorso alla Corte Costituzionale relativamente agli obblighi che colpiscono i comuni sotto i 5.000 abitanti. Oggi quindi tutti i comuni dovrebbero ragionare (obbligati e non all’interno della Valdera) allo stesso modo, invece in modo unilaterale ci sono comuni “obbligati” a trasferire i servizi e comuni che non lo sono, ma è altrettanto vero che i comuni obbligati hanno ancora l’opportunità di scegliere la forme giuridica con la quale adempiere. Non è uno “scandalo” o conseguenza di una visione politica “miope” se chi deve decidere la forma migliore per garantire la totalità dei servizi e funzioni comunali veda il tutto o in parte realizzabile fuori dall’impostazione di area vasta della Valdera. E i motivi di tale riflessione sono chiaramente evidenti che scaturiscono dalle diverse esigenze dei comuni dettati dalle loro dimensioni e caratteristiche.

Il percorso politico non deve essere interpretato soggettivamente o strumentalizzato dalle forze politiche oggi in minoranza, ricordando la contrarietà e le denunce di inefficienza che si rivolgevano all’ex Consorzio Alta Valdera come oggi vengono rivolte all’Unione, ma dobbiamo accettare la realtà che il cambiamento che investe tutte le istituzioni non può lasciare statica l’impostazione dell’Unione Valdera che ad oggi può non soddisfare e nemmeno accogliere tutte le funzioni che i Comuni obbligati “devono” associare. Rimane il fatto che le notizie lanciate sono sicuramente frutto di un’incertezza e che il ragionamento, non tanto sul futuro dell’Unione Valdera, ma soprattutto sul futuro dei servizi da garantire ai cittadini troverà un percorso che non dovrà essere né “concorrenziale” tanto meno di scontro. La politica può avere un ruolo fondamentale se è in grado di accompagnare dei processi che tendono a migliorare alcuni aspetti ai quali la legge non dà sicuramente una mano, anche rivedendo alcune impostazioni.

Fabio Tedeschi

sindaco di Lajatico

unione dei comuni/2

Il funerale è iniziato

Millozzi si dimetta

Dopo le nostre ultime denunce su un costante aumento dei costi e un’iniqua ripartizione delle spese tra i Comuni, la vita dell’Unione Valdera sembra giunta alla fine, la prova è stata fornita sia dalle ultime uscite pubbliche dei sindaci dell'Alta Valdera, sia durante il consiglio comunale di Terricciola, dove l’amministrazione ha ritirato i punti riferiti all’Unione Valdera e ha annunciato l’imminente stesura di apposite convenzioni per le funzioni fondamentali, non solo con i Comuni di Chianni e Lajatico, ma anche con Peccioli. Una scelta, che collegata a quella di Santa Maria a Monte di togliere alcune funzioni all’Unione Valdera, testimonia la fine dell’Unione e l’ormai prossima chiusura. Se siamo arrivati a questo vi sono delle responsabilità politiche certe, che sono identificabili nella visione di totale accentramento che hanno e stanno portato avanti le presidenze guidate da Millozzi e Turini. Una visione dell’Unione che ha annullato ogni possibilità di reale economicità, di condivisione delle scelte e miglioramento dei servizi. Per questo invitiamo il presidente Millozzi a rassegnare le dimissioni e a dedicarsi ad altro.

Matteo Arcenni

Matteo Bagnoli

Fratelli d’Italia

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