Finanza
Strade declassate, dietrofront Il Comune: tutte reintegrate
VOLTERRA. Un ripensamento in zona Cesarini, a cinque mesi dalle elezioni. Un dietrofront in extremis - nonostante atti ufficiali approvati in giunta - che non può far altro che piacere a tutti i...
VOLTERRA. Un ripensamento in zona Cesarini, a cinque mesi dalle elezioni. Un dietrofront in extremis - nonostante atti ufficiali approvati in giunta - che non può far altro che piacere a tutti i cittadini residenti in quelle strade vicinali su cui l’amministrazione aveva avviato il processo di declassamento. A tre anni di distanza da quella decisione-pasticcio scandita a colpi di ricorsi al Tar da parte di alcuni dei frontisti e tante polemiche, il Comune ci ripensa. A commentare l’annuncio fatto durante il passato consiglio comunale è il gruppo di opposizione di Progetto Originario che, a suo tempo, tanto polverone aveva mosso nei confronti di questa decisione.
«Ci vorrebbero le elezioni ogni sei mesi – premette con un tocco di amara ironia il capogruppo, Fabio Bernardini– È fuori dubbio che il rinsavimento in zona Cesarini della giunta Buselli su questa vicenda derivi dal forte dissenso che ha provocato sulle famiglie che abitano lungo le nove strade consorziate: una polemiche che non si sposa bene con l’avvicinarsi delle elezioni».
Il gruppo riassume la vicenda: 2011, spuntano all’albo pretorio, alcune delibere con cui l’amministrazione, in barba alle leggi vigenti, quindi senza l’avvio di alcun procedimento e senza il coinvolgimento dei diretti interessati, dichiarava l’assenza di interesse pubblico per una miriade di strade secondarie, cioè e strade di Pinzano, Poggio Marzocchio, Rioddi, Villa, Doccia, Cerbaiola, Magiona, Vallelunga e Venzano. Il provvedimento, quindi, sanciva la trasformazione di queste arterie in strade vicinali private. In pratica, si decideva di ritirare l’impegno del Comune dalla gestione di gran parte della viabilità secondaria (stop ai contributi comunali per la manutenzione).
«Una decisione pesantissima che non teneva in alcun conto le conseguenze per ampie parti del territorio, spesso molto fragile e problematico, con preoccupanti ripercussioni sulla circolazione, l’agricoltura ed il turismo», sottolinea. «Nel consiglio comunale del 28 novembre 2011, davanti ad una sala gremita di cittadini, tra cui i presidenti dei Consorzi e sotto il fuoco delle opposizioni, il sindaco buttò giù la maschera: non intendeva rivedere le delibere che declassavano le strade». E ancora: «I frontisti più coraggiosi, consapevoli che allo scadere dei 60 giorni dalla loro pubblicazione quelle delibere sarebbero diventate definitive e senza possibilità di appello, le impugnarono davanti al Tar. L’amministrazione messa a nudo di fronte ad un Tribunale, non ha avuto il coraggio di dare esecuzione ai suoi provvedimenti per non incorrere nella censura del giudice». Oggi il dietrofront. «È rocambolesco – chiude –. Buselli & c. hanno rivisto le loro decisioni, confermando l’uso pubblico per tutte le 9 strade che avevano declassato, nessuna esclusa, evidentemente si erano sbagliati. La svolta viene annunciata durante il consiglio del 20 dicembre, dove non è mancato il tentativo, assai goffo, di scaricare la responsabilità delle improvvide decisioni sui dipendenti nel frattempo pensionati o trasferiti, indicati da sindaco e assessore come gli unici responsabili degli errori compiuti. Un atteggiamento che si commenta da solo».
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