Sicurezza
Scuolabus assicurati alla ripresa delle lezioni
Scongiurati i disagi per martedì 7: è stata decisiva la mediazione del prefetto Tagliente: «C’era il rischio di far mancare il trasporto a tremila bambini»
PONTEDERA. «L’obiettivo è quello di tenere vivo il servizio e favorire l’ingresso di nuovi soggetti imprenditoriali interessati a subentrare nella gestione mantenendo inalterati i livelli occupazionali attuali e alle stesse condizioni salariali consolidate nel tempo». Muove da qui la garanzia che il 7 gennaio il servizio di scuolabus nei comuni della provincia serviti dalla Luca Falaschi sarà regolare. A gettare una sponda è il curatore fallimentare dell’azienda, con sede a Roma e base a Pontedera, che dallo scorso 5 dicembre è stata dichiarata fallita. Una buona nova dopo il mancato accordo con i sindacati su scala nazionale per un’impresa che ha appalti distribuiti in cinque regioni. Il nodo restano le indennità legate al contratto nazionale di categoria, come il pagamento delle ore di sosta durante il servizio.
«Noi rispettiamo gli impegni presi e abbiamo già pagato parte della mensilità di dicembre ai dipendenti», dice Venezia. Tradotto, il curatore ha disposto il saldo degli stipendi: ai dipendenti della Falaschi rimaneva ancora da riscuotere un 30% della paga. Decisiva la mediazione del prefetto di Pisa Francesco Tagliente davanti al quale il 23 dicembre era stata siglata l’intesa con curatore, rappresentanze sindacali e i tredici Comuni interessati: San Giuliano Terme, Volterra, Pomarance, Fauglia, Castelnuovo Valdicecina, Crespina, Castellina Marittima, Riparbella, Guardistallo, Montescudaio, Calcinaia, Terricciola e Capannoli. «C’era il rischio di far mancare il trasporto ai 3mila bambini della provincia alla riapertura delle scuole e invece questa soluzione garantisce continuità», afferma Tagliente.
La linea di compromesso è quella di non contrapporre interessi legittimi. Lo chiarisce il segretario generale della Cgil di Pisa Gianfranco Francese: «La ripresa del servizio evita un pesante disagio alle famiglie dei bambini e il licenziamento dei dipendenti aprendo la strada a una necessaria, possibile, alternativa occupazionale. Sarebbe possibile, in questo modo, evitare la contrapposizione di due interessi legittimi, quello dei bambini e delle loro famiglie e quello dei lavoratori. È l’unica strada realisticamente praticabile».
Il segretario Cgil Francese interviene alla vigilia dell’assemblea dei dipendenti della Falaschi. Parla nel pomeriggio mentre l’appuntamento in cui si scioglieranno i nodi, sondando la disponibilità dei lavoratori a rimettersi al volante è questa sera (ieri per chi legge, ndr). «Ci sono delle voci economiche che la Falaschi ha smesso di pagare da tempo agli autisti – spiega Antonio Mazza della segreteria provinciale Filt Cgil –. Aspetti su cui sono nati anche dei contenziosi legali. La proposta del curatore è di vedere come si risolveranno e su quella base decidere se riconoscerle o meno. Per adesso il trattamento economico resterà quello già in essere».
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