La manifestazione
Russo corre da sindaco e studia il “Quality Life”
PONSACCO. Nella Città del Mobile sbarca da livornese Roberto Russo, nonostante la abbia eletta a sua residenza da sei anni. Classe 1969, consigliere comunale a Livorno in quota Pdl, Russo è il primo...
PONSACCO. Nella Città del Mobile sbarca da livornese Roberto Russo, nonostante la abbia eletta a sua residenza da sei anni. Classe 1969, consigliere comunale a Livorno in quota Pdl, Russo è il primo a scendere in pista nella corsa per il rinnovo del sindaco a Ponsacco. «Quando ho cambiato residenza e casa ho scelto Ponsacco con convinzione e oggi sono felice di abitarvi con mia moglie, che peraltro ha tutti i parenti a Cascina», dice. Ma resta da sciogliere l’arcano della candidatura per la lista civica “La città di tutti”. «Se si entra in un nuovo contesto e per anni ci si vive da cittadino e da osservatore si traggono delle conclusioni obiettive e nascono idee a profusione».
Russo vede una città che in questi anni sta cercando di reinventarsi. «Non ci è riuscita compiutamente e su questo le gravi responsabilità dell’amministrazione uscente sono sotto gli occhi di tutti – sostiene –. La città non ha spinta, né idee e si vive alla giornata. La definirei un’anima spoglia in cerca di una nuova identità, che la rilanci almeno nello scenario della Valdera e della Toscana. Ho notato troppi “nonluogo” nel corso delle mie passeggiate, cioè troppi luoghi che non chiariscono l’identità e la storia ponsacchina. L’unico progetto meritevole di attenzione, che sto studiando insieme al comitato della Lista “La città di tutti”, è il Quality Life».
Il candidato a sindaco parla di vocazione. «Ponsacco ha una vocazione strategica, quella dei servizi di supporto in un contesto gradevole e ben posizionato. La città è baricentrica sia rispetto alla costa che all’interno della Toscana».
La lista si propone come trasversale, anche se tra i promotori ci sono i Riformisti per Ponsacco. «Non sarà un caso se la composizione della nostra lista attingerà in maniera trasversale dal mondo della società civile, delle professioni, del volontariato, pur mantenendo ciascuno una propria storia “ideologica”. L’obiettivo più importante è quello di costruire una nuova città, di porre le basi per una giusta amministrazione della cosa pubblica. L’adozione della coccarda tricolore come simbolo è, appunto, la nostra bandiera ideale più alta e più rivoluzionaria. Conteranno soltanto i fatti e la forza delle idee».(m.m.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
