Il dolore
Le spese aumentano pronta la stangata sul caffè del 2014
L’associazione di categoria verso il ritocco dei i listini Ma i baristi si oppongono: meglio aumentare altri prodotti
PONTEDERA. Altro che “Happy New Year”. Più che “felice”, il nuovo anno dietro al bancone appare sempre più amaro. Non basterà né zucchero, né dolcificante ad addolcire il sapore di quella tazzina nazional popolare che dal 2014 schizzerà in avanti di 10, oppure venti centesimi.
Ad annunciarlo, quanto meno sulla carta, o meglio sul listino prezzi targato Fipe Confocommercio, è il presidente Enrico Guardato.
«Il prezzo del caffè è sempre andato di pari passo con quello dei quotidiani, ma negli ultimi anni i giornali sono aumentati mentre la tazzina no: adesso con tutti i rincari subiti, gli esercenti non ce la fanno più, la situazione è diventata insopportabile e dobbiamo ritoccare».
Il presidente della Federazione italiana pubblici esercizi di Pisa, nonostante il rammarico «perché il caffè era rimasto l’unico punto di salvezza», spiega i perché di questi saltelli. «Solo per fare alcuni esempi, lo zucchero, che è una delle cose più semplici, è aumentato del 60%, spesa maggiorata per cucchiaini, tazzine, poi la corrente elettrica, l’acqua, senza contare le tasse comunali».
Così a inizio anno, l’associazione incontrerà i soci e si appresterà subito a fare il nuovo listino. E poi rivolge un pensiero al passato: «Alcuni anni fa i commercianti lavoravano e guadagnavano, adesso sono schiavi dei clienti e non c’è più margine di guadagno».
Nella città della Piaggio i baristi sono perplessi. La volontà generale è quella di resistere ai rincari, almeno sul caffè. «Nonostante i costi per noi aumentino, alzare il prezzo del caffè dispiace, perché va a colpire una delle abitudini più diffuse delle persone», Manuel Gasperini al timone del Caffè L’Angolo su corso Matteotti non ha dubbi.
«La materia prima ci costa di più, poi l’Iva, le bollette, le imposte: senza dubbio si fa sempre più fatica a non alzare i prezzi, ma il caffè non lo toccheremo», confermano dal bar Ferretti.
Quel sorso trasversale di energia che accompagna le giornata di tanti, resterà a un euro. Loro dicono di “sì”.
«Per quanto ci riguarda, il caffè si mantiene allo stesso prezzo, non abbiamo ricevuto comunicazione di aumenti», dicono la loro dietro al bancone del centrale bar La Posta. Stessa posizione anche da parte di Elena Nacci, titolare del bar Duomo.
Sono tutti d’accordo, ma questo non vuol dire che il listino prezzi non riserverà delle sorprese. I commercianti, infatti, non lo nascondono: qualche ritocchino per eccesso, comunque, ci sarà. E se la tazzina di caffeina resterà immune, magari non sarà lo stesso per i gettonati “macchiatoni”, che, in soldoni altro non sono che “macchiati” maxi. Qualcuno pensa di aumentarli di 10 centesimi. E così pure per l’altro ingrediente cult delle colazioni, il cappuccino. In qualche bar non si toccheranno gli apici genovesi di 1,60 euro, ma latte, schiuma e caffè potranno salire a 1,30, 1,40 euro.
«Quello che è certo è che non toccheremo il caffè», rincarano la linea Bruno Chiavacci titolare del Caffè D’Oro su corso Matteotti e Luca Firmani alla guida del Beat Bar.
Le idee non sono ancora chiare, ma sicuramente qualcuno da 90 centesimi allineerà i pezzi dolci a 1 euro, prezzo già praticato da tanti. Per altri locali pontederesi saranno i “salati” a costare di più e c’è chi da 2,50 euro passerà a 3 euro a partire dal prossimo anno. Un piccolo lusso formato cotto, pomodori e fontina, per esempio.
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