Sicurezza
In seimila hanno perso il lavoro
Il segretario Cisl traccia il bilancio del 2013: «La politica si occupi di più del tema occupazione»
PISA. «Di solito sono ottimista ma non credo che il 2014 sarà l'anno in cui usciremo dalla crisi», dice Gianluca Federici, segretario generale della Cisl Pisa. L'onda lunga della crisi economica, quindi, si farà sentire anche nell'anno alle porte.
Le stime della Cisl non promettono niente di buono: secondo Federici, per il tanto atteso cambio di passo bisognerà attendere almeno la fine del prossimo anno.
I numeri non sono rassicuranti: i disoccupati e gli inoccupati iscritti agli elenchi dei Centri per l'impiego di Pisa, Pontedera, Santa Croce sull’Arno e Volterra sono notevolmente cresciuti rispetto allo scorso anno. A settembre 2013, infatti, si parla di 57.628 persone. Sono 5.852 coloro che hanno perso il lavoro nei primi nove mesi del 2013. Di questi 3.210 gli uomini e 2.642 le donne. Anche le stime della disoccupazione giovanile non sono rassicuranti: 17.971, infatti, sono gli under 34 che non hanno lavoro. Sono state decine le aziende, anche medio-grandi, che hanno aperto procedure di mobilità; 51 quelle che hanno più di 15 dipendenti. Nei primi nove mesi dell'anno l’Inps ha autorizzato il pagamento di 5 milioni di ore, distribuite in un milione 399mila ore di cassa integrazione ordinaria, due milioni 580mila ore di cassa integrazione straordinaria e un milione 19mila ore di cassa in deroga. Un aiuto importante che ha attenuato gli effetti della crisi ma che nel 2014 verrà ridotto a sole tre mensilità.
La crisi ha colpito le grandi aziende. «Il sindacato, tuttavia, ha dimostrato di essere in condizione di fare accordi per mantenere e sviluppare l’occupazione come per la Piaggio che è riuscita ad attivare i contratti di solidarietà, un segnale positivo ma che non basta – questo l’avvertimento di Federici –. È necessario che la politica si occupi di più dell’occupazione, che si pongano regole chiare e che le banche riaprano le linee di credito».
Altre realtà destano la preoccupazione del sindacato: l’esternalizzazione dei servizi di manutenzione, in particolare a Lari. Nessuna buona notizia neanche sul fronte abitativo: «Il blocco degli sfratti del governo Letta per i redditi al di sotto dei 21mila euro – dice il segretario della Cisl – ha dato un po’ di respiro durante le feste a tante famiglie ma dal 15 gennaio il problema si riproporrà. L’emergenza abitativa non è da sottovalutare: il canone di locazione per 90 metri quadrati nel 1999 era di 750mila lire/un milione, oggi siamo intorno ai 750/850 euro. L’Istat è cresciuta in questo lasso di tempo del 20%, i canoni del 100%. Non ci stupisce che sia cresciuto anche il numero degli sfratti per morosità». Non solo meno lavoro ma anche meno diritti: «Questa crisi ha tolto soldi e lavoro. Tante persone pur di lavorare sono disposte a scendere a compromessi rinunciando anche ai diritti. Le condizioni del lavoro, ovviamente, peggiorano».
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