Il Tirreno

Pontedera

Sull’Unione dei Comuni si fa strada il referendum

di Giacomo Pelfer
Sull’Unione dei Comuni si fa strada il referendum

Domani nei consigli di S. Miniato e Santa Croce si approva lo statuto dell’ente Critiche le opposizioni. Corsi: «Nella scelta va coinvolta la popolazione»

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SAN MINIATO. L’Unione dei Comuni del Valdarno raggiunge il punto di non ritorno. Domani, nei consigli comunali di San Miniato e Santa Croce è in programma l’approvazione dell’Atto costitutivo e dello Statuto, mentre nei prossimi giorni sarà il turno di Montopoli e Castelfranco. Una partenza fra le polemiche, con i dipendenti dei quattro Comuni e i sindacati in fibrillazione, e i gruppi consiliari di opposizione che provano a dare battaglia. Sotto accusa la mancanza di una discussione più ampia sulla nascita di un ente completamente nuovo, che a detta di molti rischia di allontanare il campo delle decisioni dal voto dei cittadini. Da qui la controproposta di Rifondazione, che reclama un referendum consultivo.

«In quante famiglie si è parlato dell’Unione? – chiede il consigliere Fabio Corsi a nome dei circoli di Rifondazione della zona del Cuoio –. Quali processi si sono attivati per condividere con la popolazione questo cambiamento? Tutto è stato deciso nelle segreterie del Pd e ratificato prima in consigli comunali estivi e adesso il 30 dicembre, con i cittadini giustamente intenti a brindare alla fine dell’anno. Chiediamo che un passaggio così importante per la vita dei nostri figli passi almeno da un referendum».

La richiesta presuppone una bocciatura. «L’attacco alla democrazia è chiaro – prosegue Corsi –. Ci si nasconde dietro il risparmio sui costi della politica, ma è dimostrato che ogni qualvolta si cerca di svuotare gli enti di rappresentanza si ottiene un aggravio dei costi e un abbassamento della qualità dei servizi. Un rischio di cui si sono accorti anche i sindacati. La gente è sfiduciata dalla politica, e non è certo ampliando i centri di potere e nascondendoli al controllo elettorale che la politica potrà tornare a svolgere il proprio ruolo».

Il giudizio è condiviso dai consiglieri Forza Italia-Pdl di San Miniato. «Dato che il nuovo ente – dice il capogruppo Roberto Ferraro – assorbirà molte delle funzioni esercitate dai Comuni, e che i suoi organi fondamentali non saranno eletti dai cittadini ma individuati con discutibili procedure di nomina, è chiaro che i cittadini vedranno cancellato il loro diritto di farsi amministrare da chi hanno votato. La nascita dell’Unione è un avvenimento epocale, che avrebbe necessitato un confronto con cittadini, categorie produttive e rappresentanze sindacali. Niente di ciò è stato fatto. I dipendenti comunali si vedranno catapultati in una nuova realtà, senza aver avuto la possibilità di comprendere cosa significherà per il loro futuro. Per decidere il nome di una strada si organizzano consulte. Invece, per decidere come e chi amministrerà i territori, qualcuno ha deciso per tutti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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