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Pontedera

Non le danno il posto da infermiera perché ha la scoliosi

Non le danno il posto da infermiera perché ha la scoliosi

La protesta di una giovane di Cascina che si è vista negare l’assunzione dall’Asl 6 di Livorno dopo un regolare concorso

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CASCINA. «Ho superato un concorso pubblico, sono stata inserita nella graduatoria ed ero pronta a lavorare come infermiera per le Asl dell’Area Vasta ma poi sono stata esclusa dall’Asl di Livorno perché ho un problema di scoliosi». A raccontare com’è facile perdere il sogno di un lavoro è Marianna Quaglia, 28 anni, di Cascina, che si è rivolta ad un legale per cercare di capire come mai l’Asl di Livorno, che l’aveva contattata, non l’ha assunta e poi non ha risposto alle sue richieste di spiegazione.

La giovane, dopo aver letto il bando del concorso pubblico unificato per titoli ed esami per 5 posti di collaboratore professionale sanitario infermiere, categoria D, indetto dall’Estav Nord-Ovest Pisa e pubblicato sul bollettino ufficiale della Regione Toscana numero 5 del 4 febbraio 2009, ha deciso di partecipare al concorso “percorrendo” tutto l’iter previsto. Ha superato il concorso ed è stata iscritta nella graduatoria al 441° posto.

Nel luglio scorso l’infermiera ha ricevuto una lettera via mail proveniente dall’Estav Nord-Ovest con la quale le si comunicava che era stata individuata per l’assunzione a tempo indeterminato nel profilo di infermiera da assegnare all’azienda Usl 6 di Livorno. Da questo momento Quaglia ha sostenuto i colloqui e le visite mediche che le sono state indicate, fondamentali per poi formalizzare il contratto di lavoro. Alle visite la giovane ha dichiarato di avere un problema di scoliosi, che le può causare qualche fastidio alla schiena. Ed è proprio questo che avrebbe comportato la mancata assunzione. «Alla fine di agosto – racconta – mi è stato comunicato, sempre tramite lettera, che l’Asl non può perfezionare la procedura di assunzione in quanto non mi ritengono idonea alla mansione specifica».

Quaglia ha contestato, su consiglio del suo avvocato, «una grave violazione del diritto acquisito dopo la collocazione in graduatoria». E ha fatto presente l’esito della visita medica svolta su richiesta dell’Asl 6 di Livorno, in cui «il medico fiduciario dell’Azienda sanitaria locale non ha assolutamente rilevato alcuna inidoneità al lavoro». Insomma, lei si ritiene idonea ed è pronta a sostenere altre visite alla presenza di un medico di fiducia.

Da qui la giovane ha deciso di inviare una lettera all’Asl 6 di Livorno (alla direzione generale e all’ufficio programmazione e reperimento risorse) invitandola a rivalutare l’intera situazione e a procedere con il perfezionamento della procedura di assunzione previa, eventuale, nuova verifica delle condizioni di salute. Ovviamente la giovane si è detta disponibile anche a individuare e concordare le mansioni a cui verrà assegnata, facendo comunque seguito alla formale assunzione.

Una storia che lascia grande amarezza. «Prima sono stata invitata a firmare un contratto e mi è stato comunicato che avrei dovuto entrare in servizio il 5 agosto. Poi, il problema della scoliosi e con questa motivazione la procedura di assunzione si è bloccata. In questo modo mi hanno discriminato – dice la giovane –. E quello che mi pesa ancora di più è che almeno fino a questo momento è stata ignorata ogni mia richiesta di spiegazione».

L’Asl 6 di Livorno, a cui ci siamo rivolti, spiega che ogni volta viene seguita una procedura di valutazione per l’idoneità fisica che può variare a seconda dell’impiego. La giovane di Cascina non è stata ritenuta idonea per quel lavoro ma resta nella graduatoria e può sperare in un altro incarico.

Sabrina Chiellini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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