La manifestazione
Giannini rilancia la fusione tra S. Croce e Castelfranco
SANTA CROCE SULL’ARNO. Santa Croce e Castelfranco. Due Comuni che si somigliano e che a quanto pare, nonostante le gelose differenze che ciascuno rivendica sull’altro, si piacciano abbastanza da...
SANTA CROCE SULL’ARNO. Santa Croce e Castelfranco. Due Comuni che si somigliano e che a quanto pare, nonostante le gelose differenze che ciascuno rivendica sull’altro, si piacciano abbastanza da pensare anche a una storica fusione. È un’idea che ritorna, che riaffiora con forza sulla spinta del recente dibattitto sull’Unione dei Comuni del Valdarno, il cui statuto arriva in questi giorni nei consigli comunali dei quattro Comuni coinvolti. Un’idea che non convince, soprattutto a Santa Croce, dove si guarda invece con “simpatia” ai cugini castelfranchesi. La proposta era già stata avanzata dall’ex consigliere comunale Stefano Giannotti, raccogliendo simpatie anche nel campo del Pd, e viene adesso rilanciata dal consigliere Gianluca Giannini, rappresentante del Nuovo centrodestra di Santa Croce, che boccia l’idea dell’Unione comprensoriale e si schiera a favore della fusione con Castelfranco.
«È un appello alle altre forze politiche e all’amministrazione – dice Giannini –. Fermiamoci e riflettiamo bene su ciò che è più opportuno. Sono contrario all’Unione perché è un ulteriore organo sovracomunale che svuoterà i Comuni delle proprie funzioni, aggiungendo costi e creando sproporzioni anche nella gestione dei servizi tra amministrazioni che avranno un diverso peso politico. Chiedo quindi all’amministrazione di fermarsi e di riflettere, anche e soprattutto in vista del consiglio comunale di lunedì, nel quale voteremo l’atto costitutivo dell’Unione».
Da qui lo sguardo al Comune di Castelfranco, «che ha specificità storiche, culturali, produttive e territoriali simili alle nostre – spiega –. Aprire un confronto per giungere a una fusione tra i due Comuni che porterebbe notevoli vantaggi. In primis superiori capacità nell’azione di governo, ma soprattutto vantaggi di tipo economico grazie agli incentivi previsti dalla normativa statale e regionale, che permetterebbero nuovi investimenti, nuove politiche sociali e maggiori infrastrutture». (g.p.)
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