Finanza
Code infinite per il presepe
Migliaia di visitatori, in fila anche per due ore e mezzo
SAN MINIATO. «Cifre da far girare la testa, una cosa del genere non l'avevamo mai vista prima, lo definirei un vero e proprio assedio». Così è stato definito da don Giampiero Taddei il gran numero di persone in visita al presepe artistico di Cigoli nei giorni del 24, 25 e 26 dicembre. Lo stesso concetto ribadito dal coordinatore Andrea Ferreri, secondo il quale «così tanta gente a Cigoli non l'avevamo mai vista, soprattutto nel giorno di Santo Stefano». Si parla di tempi medi di attesa per la visita di circa 2 ore e 30 minuti con file che hanno toccato i 300 metri dalla porta di ingresso del Santuario della Madre dei Bimbi. Per fortuna la lunga attesa è stata alleviata dalla macchina organizzativa del Gruppo Giovani Presepisti, i cui componenti hanno distribuito ai visitatori in attesa caldarroste calde e vino in gran quantità, ed hanno permesso la visione del presepe anche attraverso una maxiproiezione sulla facciata della chiesa.
«La prova a cui siamo stati sottoposti in questi giorni è stata molto dura – afferma il dottor Andrea Ferreri – ma posso affermare che il superamento è avvenuto a pieni voti, ci scusiamo soltanto con i visitatori per le lunghe attese che hanno dovuto sopportare».
L'attività dei Giovani Presepisti proseguirà fino al12 gennaio, giorno in cui il presepe farà calare il sipario, con la premiazione della seconda edizione del concorso de “I Presepini Artistici” realizzati dalle scuole del comprensorio e che sono visitabili nell'attigua chiesa di San Rocco a Cigoli.
«Per consentire a tutti i visitatori di poterlo vedere, non siamo riusciti a chiudere il presepe prima delle 21,10, mai successo in tredici anni», afferma don Giampiero.
Da registrare anche la simpatica presenza dell'asinello di Betlemme, gentilmente ospitato nel recinto accanto alla bottega di tradizioni toscane "Antichi Sapori Toscani", realizzato per l'occasione dai due membri del gruppo dei Giovani Presepisti, Michele Greco e Ferdinando Di Paolo.
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