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480 metri di ciclabile da 160mila euro

VICOPISANO. Vicopisano ha fatto il possibile per contenere le tasse?  La domanda arriva da Marrica Giobbi, consigliere comunale dell’opposizione, in polemica con il sindaco Juri Taglioli. «Dal 2009...

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VICOPISANO. Vicopisano ha fatto il possibile per contenere le tasse?  La domanda arriva da Marrica Giobbi, consigliere comunale dell’opposizione, in polemica con il sindaco Juri Taglioli. «Dal 2009 Vicopisano  ha un introito che, a parte Peccioli, altri Comuni non hanno: circa 650.000 euro in più all’anno, i canoni di sfruttamento dell’acqua di Uliveto, risorsa che avrebbe dovuto calmierare l’appetito fiscale, ma così non è stato. L’Irpef ha raggiunto lo 0,6%, mentre a Pisa non supera lo 0,2%: l’aliquota non è applicata in formula progressiva cosicché se per i redditi fino a 10.000 euro si è esentati, al di sopra anche di qualche centesimo si paga sull’intera cifra. Quanto all’Imu, di 39 comuni della provincia di Pisa, solo nove hanno sforato l’aliquota del 4 per mille sulla prima casa e addirittura Cascina, che non ha introiti aggiuntivi, l’ha abbassata al 3,9 per mille. Sulle seconde case il prelievo è schizzato allo 0,96%; se fosse rimasto allo 0,76 ne avrebbero beneficiato turismo e mercato immobiliare. Dal 2009 ad oggi prima con la Tia e dallo scorso anno con la Tares si è avuto un aumento dei costi della raccolta e smaltimento dei rifiuti nel 2010 del 10%, ancora del 10% nel 2011, del 6% nel 2012. Si è poi sbandierato che nel 2013 l’aumento era solo dell’1,50%, poi però Geofor a fronte di un piano finanziario di 1.379.367 euro ha chiesto altri centomila euro, ripianati con l’assestamento di bilancio comunale, soldi che potevano essere utilizzati per la collettività. Quanto alle fasce di reddito agevolate per il servizio mensa scolastica, chi supera 11.000 euro di Isee paga 3,6 euro a pasto: in molti superano questa soglia che va rivista perché troppo bassa. La filiera è corta, ma l’olio proviene dal Piemonte e il pesce dagli oceani», osserva Giobbi.

L’asilo nido, ha 26 frequentanti su una disponibilità di 35 posti, un progetto «dove la Regione ha contribuito con 800.000 euro ed il privato, che ha speso 667.000 euro, per 29 anni oltre alle rette dei figlioli, riceverà dal Comune 5.060.000 euro, in rate da 140.000 euro, risorse pubbliche a discapito di molti e a vantaggio di pochi. Quanto ai lavori pubblici, la mancata rotonda a forma di fagiolo a Lugnano in località Foce Maschio, la pista ciclo-pedonale al buio che porta al vecchio percorso di Noce: 480 metri all’emblema dello spreco costati sui 160.000 euro, quando con un percorso alternativo si sarebbe speso un terzo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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