Il dolore
Presepe a misura di uomo al Castello
MONTECATINI VALDICECINA. Sembra di entrare in una fiaba natalizia d’altri tempi: figure bidimensionali in legno, quasi a misura d’uomo. Hanno i contorni gentili, delicati colori nordici, e accendono...
MONTECATINI VALDICECINA. Sembra di entrare in una fiaba natalizia d’altri tempi: figure bidimensionali in legno, quasi a misura d’uomo. Hanno i contorni gentili, delicati colori nordici, e accendono antiche scenografie. È il presepe all’aperto, visibile sotto la torre del Castello Ginori di Querceto.
L’autrice è una restauratrice tedesca, Petra Carle, trasferitasi di recente nell’antico borgo toscano.
Nella realizzazione di questo presepe, ispirato all’antroposofia steineriana, fondata sulla libertà dell’immaginazione bambina, è stata coadiuvata per molti giorni, anche dai giovanissimi abitanti di Querceto, in una vera e propria esperienza di condivisione internazionale e intergenerazionale. Una Natività che accende d’incanto un luogo fiabesco. Il Castello Ginori di Querceto, infatti, è un antico borgo fortificato nel comune di Montecatini Valdicecina, sulle pendici del Monte Aneo, al centro dell’estesa omonima fattoria.
Le origini del villaggio risalgono all'anno Mille quando apparteneva alla chiesa di Massa Marittima. Alla fine del 1100 il vescovo di Massa cedette i suoi diritti sul borgo all’abate di San Pietro in Palazzuolo di Monteverdi.
Nel 1543, la nobile famiglia Lisci di Volterra si insediò nel Quercetano. Nel 1786 l'ultima discendente dei Lisci, Francesca, sposò il Marchese Lorenzo Ginori. Con l’avvento dei Ginori finì un periodo nero per Querceto. Nel 1814 Carlo Leopoldo ereditò dalla madre Francesca la fattoria di Querceto; da allora le terre ed il castello sono rimasti della famiglia Ginori, oggi fondatori di un’azienda agricola modello.
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