Il Tirreno

Pontedera

verso l’unione dei comuni

I dipendenti di Castelfranco confermano l’agitazione

CASTELFRANCO DI SOTTO. Reclamano tutele, garanzie e un’analisi più approfondita i dipendenti comunali del Valdarno, mobilitati in vista della nascente Unione dei Comuni che vedrà a giorni l’approvazio...

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CASTELFRANCO DI SOTTO. Reclamano tutele, garanzie e un’analisi più approfondita i dipendenti comunali del Valdarno, mobilitati in vista della nascente Unione dei Comuni che vedrà a giorni l’approvazione dell’atto costitutivo e dello statuto. Una svolta che non convince i dipendenti, sostenuti dai sindacati, che nel caso di Castelfranco hanno confermato lo stato di agitazione. Il tutto nonostante un incontro che si è tenuto ieri mattina fra i quattro sindaci, i responsabili Funzione Pubblica di Cgil, Cisl e Uil con le Rsu dei Comuni. Un incontro “preventivo” arrivato però in ritardo secondo i dipendenti, che parlano di un mancato coinvolgimento «rispetto ad un’intenzione annunciata da tempo», sottolinea Michele Orsi della Cgil. Due i principali punti in discussione: da un lato i dubbi sul reale miglioramento e risparmio della gestione integrata dei servizi rispetto alla quella in proprio, dall’altro il tema delle tutele derivanti dal trasferimento dei dipendenti sotto il nuovo ente, soprattutto nell’eventualità di un suo scioglimento e della fuoriuscita di uno dei Comuni. «Per adesso abbiamo preso atto di una volontà politica – dice Orsi –. Non siamo contrari alle unioni o alle fusioni, purché garantiscano un vero miglioramento dei servizi e la tutela dei lavoratori. Il timore è che questi enti servano solo ad ottenere contributi, senza determinare né economie né un potenziamento dei servizi: abbiamo esempi, come quello dell’Unione Valdera, non troppo positivi. Per il futuro, nel caso in cui un Comune esca dall’Unione sono previste delle tutele, ma il quadro si complica se nel frattempo quel dipendente è passato a un altro servizio». Un problema per il quale Orsi parla di «una sorta di atteggiamento ricattatorio nei confronti dei singoli Comuni». Nell’incontro di ieri, quindi, i sindacati hanno ottenuto l’apertura di un tavolo e la presentazione di un piano di fattibilità. Risultato giudicato insufficiente, però, dalla Rsu di Castelfranco che ha confermato l’agitazione. «In realtà – replica il vicesindaco Gabriele Toti – i sindacati erano già stati contattati a luglio e dopo l’estate. Ad ogni modo non c’è una contrarietà all’operazione, ma la richiesta di chiarimenti sulla gestione dei servizi e sulle tutele dei lavoratori. L’economicità rappresenta il primo punto: non faremmo l’Unione se non ci fosse un miglioramento. Mi dispiace per la posizione dei dipendenti di Castelfranco, soprattutto dopo che mi ero impegnato personalmente per risolvere una situazione che rischia di creare disagi ai cittadini. Mi auguro che questa posizione venga rivista».(g.p.)

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