Sicurezza
Il mercato delle due ruote non inverte la tendenza
PONTEDERA. «Il mercato delle due ruote a motore, dopo oltre un anno di perdite preoccupanti nelle vendite, non riesce a invertire la tendenza». Non ci gira intorno Corrado Capelli, presidente di...
PONTEDERA. «Il mercato delle due ruote a motore, dopo oltre un anno di perdite preoccupanti nelle vendite, non riesce a invertire la tendenza». Non ci gira intorno Corrado Capelli, presidente di Confindustria Ancma, l’Associazione nazionale ciclo motociclo accessori. Il dato reale di trend del mercato nazionale delle immatricolazioni a novembre è pari al -18,8%. Novembre vale in media il 3,4% sul totale immatricolato dell’anno. Ma è una flessione che spalmata sul 2013 fa segnare un -23,5%, con un aggravio per il segmento scooter che registra un -27,6%.
È in questo scenario che s’inquadra la trattativa tra la direzione Piaggio e le rappresentanze sindacali, che oggi tornano a riunirsi al tavolo presso l’Unione industriali di Pisa. Il dato nazionale fa il paio con quello del mercato europeo che nel 2013 si è ridotto di oltre il 10%.
Ma a dare la dimensione delle secche in cui muove la Piaggio è il trend del mercato a partire dal 2009 ha fatto registrare di anno in anno una flessione delle immatricolazioni che si attesta ad oltre il 50%. E ciò a fronte di una capacità del Gruppo di Pontedera di consolidare e guadagnare quote di mercato in termini percentuali.
«Nonostante i timidi segnali positivi, come gli indici di fiducia e la debole ripresa della produzione industriale, al momento non ci sono riflessi concreti sull’acquisto dei mezzi di trasporto», sostiene Cappelli. Che aggiunge: «Se il quadro economico generale migliorerà, anche moto e scooter potranno ripartire nel 2014. Vogliamo credere che dalla “Consulta automotive” appena costituita presso il Ministero dello Sviluppo economico e di cui Confindustria Ancma fa parte, potranno scaturire iniziative reali per intervenire sugli eccessivi costi di gestione dei veicoli: dalle accise aumentate, alle tariffe assicurative fuori controllo fino al miglioramento delle condizioni di credito. Tali misure sono sempre più urgenti». E sottolinea come «un ulteriore aiuto potrebbe arrivare da investimenti seri sulle infrastrutture mirati a tutelare chi viaggia su due ruote».©RIPRODUZIONE RISERVATA
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