Il dolore
Difficoltà, ma non esuberi perciò serve la solidarietà
Pontedera, il segretario generale Cgil di Pisa sgombra il campo dagli equivoci «Non aiutano a sviluppare il confronto che deve essere veritiero da parte di tutti»
PONTEDERA. Si prende il compito di sgombrare il campo da scenari «che vanno ben oltre le obiettive difficoltà che stanno determinando l’utilizzo degli ammortizzatori sociali» alla Piaggio di Pontedera. Il segretario generale della Cgil di Pisa Gianfranco Francese indica senza dire. Ma il riferimento è alla quantificazione dei possibili esuberi nello stabilimento, un dato che «non aiuta a sviluppare il confronto che, per essere utile e proficuo, deve essere veritiero da parte di tutti». Insomma, le difficoltà ci sono ma tradurle in lavoratori in esubero è una forzatura.
«Oggi si svolgerà un passaggio estremamente importante per la gestione produttiva dello stabilimento Piaggio di Pontedera – dice il segretario Cgil –. Un passaggio in cui, facendo seguito alle riunioni che lo hanno preceduto, dovrà essere individuato l’ammortizzatore sociale più idoneo ad attraversare nel modo migliore l’attuale complessa congiuntura di mercato». E Francese non ci gira intorno, in scia con le segreterie nazionale e provinciale della Fiom. «In quest’ottica non c’è dubbio che dal punto di vista sindacale, aldilà di alcune rigidità applicative, lo strumento più idoneo e vantaggioso sia rappresentato dai contratti di solidarietà».
Un messaggio chiaro, che stride con la chiusura della maggioranza dei rappresentanti in quota Fiom eletti nella Rsu Piaggio, che nei giorni scorsi hanno bocciato l’ipotesi “solidarietà”. Strumento che per Francese è invece il più idoneo, «perché come dice il suo stesso nome reca in se quell’elemento solidaristico contenuto nel principio che di fronte a un momento di difficoltà tutti i lavoratori partecipano alla ripartizione di quel carico. Più vantaggioso, perché il trattamento economico che ne consegue è per i lavoratori, oggettivamente, il migliore rispetto a tutti gli altri. Al punto da essere, ove possibile anche per le disponibilità delle aziende, lo strumento privilegiato nella gestione di situazioni complesse». L’orizzonte è indicato. «Va perseguita con trasparenza e convinzione questa strada anche nel caso della Piaggio, tanto più che in questo caso l’azienda ha mostrato disponibilità e buon senso senza nascondersi dietro rigidità formali come avrebbe potuto».
Però la “messa in sicurezza” del salario deve fare il paio con «la necessità di un confronto stringente e puntuale con la Piaggio – dice Francese –, sulle sue strategie industriali, e in questo contesto della funzione degli stabilimenti di Pontedera». Che conclude: «In un contesto di massima attenzione da parte dell’insieme dei diversi soggetti del territorio per contribuire a un’uscita positiva di Piaggio dall’attuale complessa congiuntura di mercato con la riconferma della centralità strategica del sito industriale di Pontedera».
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