Il Tirreno

Pontedera

Dal presepe spunta il mostro: una slot

di Andreas Quirici
Dal presepe spunta il mostro: una slot

Don Armando Zappolini rilancia la sua lotta contro il dilagare del gioco d’azzardo. «Vietiamone la pubblicità»

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LARI. I bambini della parrocchia di Perignano stanno aspettando il “la” per l'inizio del loro concerto di Natale. Manca poco al fatidico momento in cui nascerà Gesù bambino e potranno aprire i regali portati loro da Babbo Natale. Il presepe con la capannuccia in ferro battuto e fiori ornamentali con tutte le statuine d'ordinanza è già sistemato nell'angolo a sinistra della chiesa. Ma come ogni anno, don Armando Zappolini ha preparato la sorpresa. Anche se per l'occasione è coperta da un telo rosso. «Altrimenti i bambini ci giocano ed è l'ultima cosa che vogliamo», dice scoprendo una slot machine, il “mostro” contro il quale il parroco sta combattendo una battaglia nazionale affrontando la piaga del gioco d'azzardo a muso duro. «I bambini non devono nemmeno vederla – afferma –. Ma d'altra parte si tratta di un problema che riguarda i più grandi, gli adulti, specie i pensionati o i disoccupati e i cassaintegrati. Sono a rischio quelle fasce sociali che hanno meno soldi e strumenti di valutazione per stare alla larga da queste macchinette. Dopo le feste inizieremo una campagna di attenzione capillare tra le famiglie della parrocchia con il coinvolgimento anche della diocesi».

Per adesso, però, la slot machine rimarrà in bella vista in chiesa, con una serie di cartelli sui quali don Armando ha scritto le sue idee e gli slogan con i quali spera di sensibilizzare al massimo le coscienze dei padri di famiglia, ma anche delle madri. Il parroco di Perignano ha lanciato una campagna nazionale (“Mettiamoci in gioco”), alla quale hanno aderito importanti associazioni ed enti a livello italiano. Ma denuncia anche l'emendamento alla legge finanziaria con il quale si salva il gioco d'azzardo e le slot machine. «È stata una vera e propria porcata – sostiene – perché non può essere eliminata, altrimenti salta il bilancio del Comune di Roma. Dicono che successivamente lo toglieranno, ma per adesso è stato fatto passare. Credo che sia inutile parlare d'amore fra le persone, quando invece si permette che gli interessi di pochi rovinino il futuro di molte povere famiglie». Secondo don Zappolini sono 800mila le persone che hanno guai con il gioco d'azzardo in Italia. «Mentre sono la metà i tossicodipendenti e gli alcolisti», sottolinea, aggiungendo: «Dobbiamo far capire che queste macchinette sono pericolose. Non vogliamo proibirle, ma vietare la pubblicità e soprattutto creare consapevolezza tra la gente dei rischi che si corrono cominciando a giocare».

Per il sacerdote, così come ha scritto nei vari cartelli affissi attorno alla slot machine, «bisogna scegliere tra l'illusione della vincita facile e quella di una vita bella. Da una parte c'è il concetto del colpo di fortuna, ma anche il rischio a cui si sottopongono le famiglie e lo sperpero dei soldi. Dall'altra ci sono la realizzazione con gli altri, il lavoro e l'amicizia». Un bivio davanti al quale si troverà chi guarderà il presepe della parrocchia di Perignano di don Armando Zappolini.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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