Sicurezza
«Servono investimenti sui progetti del territorio»
Remo Urti (Cna): l’artigianato è in recessione da 5 anni, i numeri negativi ma la politica locale può dare una spinta con le opere da far partire. Ecco quali
PONTEDERA. «L'artigianato della Valdera è ormai in recessione dal 2008. Nell'ultimo quinquennio la crisi ha colpito così duramente il sistema produttivo che alcuni settori, come le costruzioni, sono stati drasticamente ridimensionati; gli altri, tranne poche eccezioni, hanno comunque subito pesanti contrazioni». L’analisi è di Remo Urti, coordinatore della Cna Valdera. Dai dati dell'albo artigiani della provincia di Pisa, nel 2012, erano attive a dicembre 10.873 imprese e avevano cessato 1.044 attività rispetto all'anno precedente. Alla fine del terzo trimestre del 2013 le imprese sono 10.594; il saldo negativo è di 279 unità. «La flessione si attenua, ma rimane negativa – spiega Urti – L'edilizia è ancora quella maggiormente penalizzata dalla crisi: da gennaio a settembre 2013 risultano cessate 173 aziende edili. Sarà utile vedere i dati al 31 dicembre per poter fare un raffronto più oggettivo. L'edilizia ha un bilancio fortemente negativo, ma rappresenta ancora una fetta importante del tessuto imprenditoriale locale».
I servizi continuano invece a svilupparsi, +1,3%, trainati dal settore turistico (alberghi e ristoranti +3,0%) e noleggio e servizi di supporto alle imprese (+4,4%), attività finanziarie e assicurative (+2,5%), attività professionali, scientifiche e tecniche (+1,5%) e col contributo anche delle attività commerciali, che registrano un +0,7% in più.
Il sistema moda, che raccoglie il 39% delle aziende manifatturiere, evidenzia un andamento positivo (+0,8%), grazie allo sviluppo del comparto concia-pelletterie-calzature (+2,5%,) e al recupero delle confezioni-abbigliamento (+0,6%), mentre il tessile-maglieria registra una diminuzione di imprese -1,4%); la meccanica un calo di aziende (-0,7%), le altre imprese manifatturiere (-0,8%) devono il proprio bilancio negativo soprattutto al perdurare della crisi del comparto legno e mobili (-2,5%,) in espansione invece il settore alimentare (+2,7%) e la chimica-farmaceutica-gomma-plastica (+1,0%). «Ci aspettiamo dalla politica e dalle istituzioni nazionale e locale – conclude Urti – una terapia d'urto: uno snellimento deciso degli oneri burocratici, la riduzione del carico fiscale, il pagamento dei debiti che le imprese vantano nei confronti della pubblica amministrazione, l'accelerazione delle opere pubbliche: bisogna che si proceda il più velocemente possibile ad aprire i cantieri».
L’export, unito a una dimensione aziendale non micro, rappresenta l'altra carta vincente: il 17% delle imprese artigiane esportatrici sta incrementando il proprio giro d'affari (8% le non esportatrici). Ma il manifatturiero resta molto legato al mercato interno: solo il 7% della quota di fatturato proviene da mercati esteri. A livello di occupazione, il trend continua a essere negativo: molti i posti di lavoro persi.
Il credito alle aziende risulta contratto del - 4%, sono aumentati del 40% i protesti. La Cassa integrazione in deroga ha avuto 737 domande di aziende in difficoltà e riguarda 2.679 lavoratori, con una richiesta media di 53 giorni di sospensione. «Occorrono investimenti – conclude Urti – su strategie di sviluppo del territorio: la ferrovia lungo lo Scolmatore e una nuova viabilità verso l'autostrada; accelerare la realizzazione dell’autodromo che può avere una caduta positiva sul territorio. E giudichiamo positivo il progetto "Fondi Rustici" della Belvedere. Inaugura una nuova stagione del fare in Valdera».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
