Il Tirreno

Pontedera

Quella cura che fa bene alle Terme

di Andreas Quirici
Quella cura che fa bene alle Terme

Casciana, l’amministratore unico Arabella Ventura racconta le scelte che hanno quasi azzerato il passivo in bilancio

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CASCIANA TERME. Il telefono dell’ufficio e il suo cellulare non proprio di ultima generazione squillano a fasi alterne, quasi a intervelli regolari. Lei prende appunti velocemente su uno dei tanti fogli sparpagliati sulla scrivania con un lapis consumato che a malapena riesce a tenere in mano. Parla e sorride nel suo tailleur scuro. Sembra riposata e iper attiva. Quasi che la serata interminabile del giorno prima non fosse esistita. Invece, Arabella Ventura, l’amministratore unico di Terme di Casciana e Bagni di Casciana, ha informato il consiglio comunale che il bilancio dell’azienda termale, quest’anno, chiuderà con una perdita contenuta in 350mila euro, dopo essere partita da un milione e 137mila euro di perdita a maggio del 2012. La giunta, la sera prima, aveva gongolato parlando di sostanziale pareggio. «La perdita resta, ma in un anno e mezzo abbiamo ridotto i costi di circa un milione», afferma la manager. È lei l’artefice di una situazione che è passata da un possibile approdo in tribunale per fallimento a un futuro che lascia un’eredità incoraggiante al Comune unico Casciana Terme-Lari. «Quando sono arrivata dovevo ricoprire il ruolo di direttore generale – racconta – Poi in poche ore la situazione è precipitata. Il consiglio d’amministrazione si è dimesso e mi è stato chiesto se me la sentivo di diventare amministratore unico di Terme di Casciana e di Bagni di Casciana con la prospettiva che, di li a poco, tutto sarebbe precipitato, visto il grosso debito e lo spettro del blocco finanziario».

Ventura ha detto sì e da quel momento ha percorso ogni giorno la strada da Pisa, dove abita, a Casciana con la consapevolezza di affrontare tanti problemi che avevano contribuito a creare un clima da “abbandonate la nave”. Un milione di euro di riduzione dei costi e l’incremento di alcune attività fondamentali per l’azienda, unite a un paio di operazioni finanziarie e il diradamento delle nebbie sul caso Villa Borri. Questi gli ingredienti della cura messa in pratica dalla dottoressa Ventura alle Terme di Casciana. Un mix tra vecchi rimedi e soluzioni innovative. «Sì – afferma – perché se da un lato ci siamo messi a fare la massima attenzione alle spese e agli acquisti, dall’altra abbiamo spinto al massimo per far affluire clienti alla piscina esterna e per portare pazienti dai nostri operatori della riabilitazione».

Risultato, la riabilitazione è passata da 2 milioni e 52mila euro di fatturato del 2012 a 2 milioni e 365mila di quest’anno, mentre il termale da 1.350.000 a 1.450.000. E se fino al suo arrivo le Asl di Livorno e Pisa avevano smesso d’inviare pazienti a Casciana Terme, dall’estate dell’anno scorso hanno ripreso a farlo con i budget Asl messi a disposizione della struttura completamente esauriti nel 2013. «L’aspetto che più mi ripaga dei sacrifici è vedere come i dipendenti sono adesso coinvolti nel progetto di rilancio dell’azienda – spiega mostrando una lettera di un gruppo di lavoratrici che le confermano stima e fiducia – Ogni acquisto viene controllato e valutato, dai computer alle spugne, passando per il personale, razionalizzandolo in maniera notevole. Ma soprattutto, i dipendenti sono i primi a essere informati ogni mese dell’andamento e se ci sono cali in un settore cerchiamo tutti insieme di migliorare. D’altra parte, questi mondi sono missioni, perché hai il futuro delle famiglie nelle tue mani e hai più coraggio per prendere decisioni anche scomode"". Villa Borri sarà la prossima partita da giocare, dopo aver firmato l’atto di transazione con il quale si definisce la proprietà di Terme di Casciana e la parte privata. «Abbiamo pubblicato un avviso per manifestazione d’interesse per un eventuale affitto di ramo d’azienda – dice – ricevendo le attenzioni di 3 soggetti, di cui 2 molto interessanti. Se anche questa operazione andasse in porto per le Terme di Casciana si aprirebbe una nuova stagione di crescita».

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