Il Tirreno

Pontedera

Le esigenze dei bambini non entrano nel bando

di Giacomo Pelfer
Le esigenze dei bambini non entrano nel bando

S. Maria a Monte, i genitori pronti ad occupare le aule del nido La Coccinella L’Unione rimedia in corsa per garantire le maestre d’inizio anno scolastico

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SANTA MARIA A MONTE. Non hanno neppure tre anni, eppure si ritrovano già in balia della burocrazia e della politica. Sono i bambini del nido comunale “La Coccinella” di Santa Maria a Monte, che fino al pomeriggio di ieri hanno rischiato, al rientro dalle feste di Natale, di non trovare più nessuna delle maestre che avevano fino ad oggi, ma delle educatrici mai viste. Una situazione incredibile dovuta a un cambio “in corsa” tra cooperative, attraverso un bando di gara indetto dall’Unione Valdera, cui spetta la competenza per i servizi educativi. Scaduta la convenzione con la vecchia cooperativa, la gestione del personale da affiancare a quello comunale è passata nelle mani di un nuovo partner, vincitore della gara, chiamato a subentrare a metà dell’anno scolastico e senza prevedere alcuna clausola (di prassi in questi casi) per obbligare la nuova cooperativa alla riassunzione del personale in servizio.

Inevitabile la rabbia dei genitori, che lunedì hanno consegnato una lettera all’Unione Valdera per chiedere «l’immediato annullamento della gara». Le famiglie, decise anche a ricorrere per vie legali, avevano comunicato di aver già sospeso i pagamenti e minacciato l’occupazione della scuola per il 7 gennaio. L’Unione, dal canto suo, aveva indicato la responsabilità nel passaggio tra vecchia e nuova amministrazione la scorsa primavera, periodo nel quale doveva essere indetto il bando in vista dell’anno scolastico.

«Possibile – si chiedono i genitori - che nessuna delle due amministrazioni si sia assunta la responsabilità di firmare un documento “di prassi” come questo? Ad ogni modo bastava che l’Unione inserisse nel bando una clausola per assicurare la “continuità educativa”, che la stessa Unione individua come il secondo dei “Principi di riferimento” per l’educazione alla prima infanzia nel proprio Regolamento approvato a marzo 2010».

Regolamento disatteso anche in altri punti a detta dei genitori. «La cosa peggiore – dicono – è la totale mancanza di comunicazione alle famiglie, prima e dopo i risultati del bando. Anche su questo l’Unione contravviene al Regolamento, nel quale è scritto nero su bianco l’impegno a “garantire a tutte le famiglie potenzialmente interessate un’informazione capillare sui servizi attivi”». Le proteste hanno costretto l’Unione a una correzione in corsa, attraverso un incontro con le due cooperative convocate d’urgenza ieri pomeriggio, alla vigilia dell’ultimo giorno di scuola. Nel tardo pomeriggio, il direttore Giovanni Forte ha annunciato il raggiungimento di un accordo, con la riassunzione di tre educatrici su quattro.

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