La manifestazione
Badanti più qualificate con “Ada”
CASCINA. Una badante può diventare un assistente qualificato grazie al progetto Ada, acronimo appunto di “Assistenza domiciliare anziani”. Un percorso avviato nel 2009 grazie al protocollo di intesa...
CASCINA. Una badante può diventare un assistente qualificato grazie al progetto Ada, acronimo appunto di “Assistenza domiciliare anziani”. Un percorso avviato nel 2009 grazie al protocollo di intesa stipulato dalla provincia di Pisa con la Misericordia di Navacchio e la Cooperativa Paim, che coinvolge anche il Comune di Cascina, l’Asl 5 di Pisa, la Società della salute e la Caritas diocesana. Ada ci sarà anche l’anno prossimo, sempre con l’obiettivo di dare un sostegno alle famiglie che necessitano di cure per i propri parenti e di regolarizzare un mercato fortemente caratterizzato dal lavoro nero e dall’illegalità come quello dell’assistenza agli anziani e alle persone non autosufficienti. «Spesso il giro delle badanti è controllato dai clan o dalle lobby di varie etnie – spiega l’assessore provinciale al Welfare Anna Romei – con Ada vogliamo contrastare questo fenomeno e rendere gli operatori figure professionali riconosciute e professionali». Se prima l’assistenza domiciliare era appannaggio degli stranieri (provenienti soprattutto dall’Est Europa), la crisi del mercato del lavoro ha spinto anche molti italiani verso questa professione. Basta pensare che nel giro di un anno gli stranieri censiti sono passati dall’81% al 65%. Ma Ada è anche un aiuto concreto per le famiglie della provincia. «Possiamo stanziare un contributo mensile di 250 euro – dice il direttore della Società della salute zona pisana Giuseppe Cecchi – è importante diventare un punto di riferimento per chi ha bisogno dell’aiuto di assistenti qualificati». Lo sportello dell’Ada si trova in via Tosco Romagnola 1914 ed è aperto dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 19. Dal 2011 a luglio 2013 ha assistito 1383 assistenti domiciliari in cerca di occupazione e 405 famiglie. (l.l)
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