Gioco
Il futuro del Falchi in discussione al consiglio comunale
MONTOPOLI VALDARNO. Si conoscerà questa sera, con tutta probabilità, la sorte del liceo Falchi, costretto dalla prossima estate ad abbandonare i locali nel centro di Montopoli. Sui banchi del...
MONTOPOLI VALDARNO. Si conoscerà questa sera, con tutta probabilità, la sorte del liceo Falchi, costretto dalla prossima estate ad abbandonare i locali nel centro di Montopoli. Sui banchi del consiglio comunale arriva l’interrogazione presentata dai consiglieri Maria Vanni e Giuseppe Novino del Gruppo Misto, per conoscere la linea dell’amministrazione su un caso tenuto all’oscuro fino a poche settimane fa. La soluzione individuata dal Comune, sarebbe quella di trasferire le classi del Falchi nel vicino istituto comprensivo Galilei, insieme a scuole medie ed elementari. Una soluzione già contestata dai docenti e dal personale Ata del Falchi, che hanno invece suggerito lo spostamento a San Donato, insieme allo scientifico Marconi, e che viene bocciata adesso anche dagli stessi consiglieri Vanni e Novino: «Una soluzione banale – dicono – deleteria per gli alunni, che oggi si trovano a fare i conti con un trasferimento che potrebbe essere evitato, se solo si provasse a mettere al primo posto la scuola e non gli interessi di campanile».
I due consiglieri ricordano in proposito l’apertura del tavolo tecnico-politico, nel 2012, che avrebbe dovuto prendere una decisione chiara sull’offerta formativa e sulla localizzazione del polo scolastico del Valdarno. «Il tavolo era stato promesso nel 2010 – ricordano – ma si è insediato solo nel 2012. Nel frattempo, il Falchi è riuscito a guadagnare iscritti ma si è ritrovato senza una sede. Cosa hanno fatto in tutto questo tempo i nostri rappresentanti a livello comunale, provinciale e all’interno della Fondazione Santa Marta? Trovare soluzioni solo per le emergenze non significa governare il territorio, ma denota una mancanza di strategie e progettualità». Da qui il no al trasferimento al Galilei: «Cittadini e docenti – dicono – hanno sempre evidenziato la problematicità della convivenza fra scuola media e scuola primaria, figuriamoci con l’arrivo di altri 100 studenti adolescenti. Si tratta di una soluzione temporanea che spersonalizza il liceo, in attesa, fra qualche anno, lontano delle elezioni, di trasferire tutto su un altro colle. Senza dimenticare, però, il rischio concreto che la situazione possa causare un calo delle iscrizioni, di pari passo con l’inevitabile degrado di un edificio di valenza storica che resterà vuoto, e che la comunità perderà per sempre». (g.p.)
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